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giovedì 8 settembre 2022

Love on the Brain - Ali Hazelwood

18:41 0




Valutazione: ⭐️⭐️ / 5


Love on the Brain potrebbe essere una delle delusioni più cocenti del 2022.
The Love Hypothesis mi era piaciuto molto, seppur con qualche riserva dovuta a scene, per me, troppo al limite dell’assurdo. Ecco, Love on the Brain riesce a prendere tutte queste scene demenziali ed elevarle all’ennesima potenza.

Ma facciamo una premessa. Forse mi aspettavo troppo, forse l’argomento STEM girls mi sta sempre molto a cuore essendo una di loro, resta il fatto che in questo libro ho trovato la rappresentazione di questo mondo abbastanza scarsa e stereotipata a livelli eccessivi. E ve lo dice una che aveva un esercitarore che si vestiva come se fosse in un film di Matrix, credetemi, sono abituata agli scienziati pazzi.
In realtà la prima metà del libro mi stava piacendo molto: non avrei comunque dato le 5 stelline piene, ma 4 come The Love Hypothesis le avrebbe raggiunte sicuro. Poi a metà libro devo aver battuto la testa, oppure l’ha battuta la Hazelwood, sta di fatto che il libro è crollato da 4 a 1 stellina per le assurdità che leggevo.

La prima a crearmi grossi problemi è stata la nostra protagonista, Bee (che poi dimmi perché questa con origini tedesche e italiane si chiama “ape”, ma sorvoliamo). Bee è un personaggio esagerato sotto ogni punto di vista: lei è la numero uno nel suo campo (peccato nessuno la finanzi), quando vede un animale spiaccicato lungo la strada frigna per mezz’ora, sviene per ogni. singola. stupidata. Ah, e ci deve ribadire ogni due pagine quanto sia brava perché è vegana. Stare nella sua testa è estenuante e alla lunga davvero irritante.
Dall’altra parte invece abbiamo Adam, ah no, Levi. Boh, sarà che appena leggo in un libro la descrizione “alto, moro, muscoloso, con gli occhi chiari e un fisico da paura, ma allo stesso tempo gentile, premuroso, misterioso, ombroso, super sexy e virile” io vorrei cavarmi gli occhi. Così:


Davvero, piantatela di scrivere personaggi del genere. Non esistono e non vi fa bene credere che esistano. E poi sono fatti con lo stampino. Sorry, not sorry.
Sta di fatto che il rapporto tra i due è davvero blando, e anche tutta la scusa per la enemies to lovers davvero regge poco. Perché, credetemi, non arrivi ai livelli di Levi sei hai problemi di comunicazione fino a questo punto.

A proposito di problemi di comunicazione, come si può pensare di scrivere in un libro “FYI”?? Non m'interessa assolutamente se il libro è il monologo interiore di Bee e noi siamo nella sua testa, leggere acronimi in un libro è un atto di violenza ingiustificato, cara dottoressa Hazelwood.

Ma la ciliegina sulla torta è stata questa:

Maybe it was the quiet, sweetly bashful conversation we had about me being on birth control, and about the fact that we've both been living like ascetic monks for long enough that we're sure to be clean.

Io non so esattamente che problemi abbiano gli americani, probabilmente non fanno nulla di educazione sessuale, visto che in ogni santo libro per “adulti” trovo questa cosa che se una prende la pillola è protetta da ogni male (sì, ammicco anche a te, Crescent City). Siccome ci tengo a far sì che la disinformazione non si espanda (soprattutto se la balla viene da una scienziata!!), spreco due righe sull'argomento. No, la pillola non basta a proteggere dalle malattie sessualmente trasmissibili e no, non sei al sicuro da esse anche se come, crede Bee, non fate sesso da anni. Molte di esse, una volta che ti infetti te le tieni tutta la vita. E le trasmetti. Quindi, vi prego, non fate gli americani. 🤗

Mi spiace molto aver odiato a tal punto Love on the Brain, ma non apprezzo questo tipo di esagerazione. Portare al grande pubblico i problemi che le scienziate affrontano in un mondo prettamente maschile andrebbe fatto con più intelligenza, senza fingere che tutti i tuoi colleghi uomini siano lì per fregarti. Tutti tranne il love interest, perché ovviamente abbiamo bisogno che uno sia innamorato di noi per ricevere un riconoscimento delle nostre competenze. Mi aspettavo di più e l'ho presa sul personale, non lo nego. Non voglio chiudere la porta a questa autrice per il futuro, ma sicuramente ridimensionerò le mie aspettative.



mercoledì 29 settembre 2021

Review Party: Tunnel di Ossa - Victoria Schwab

16:02 0



Buondí! Eccomi con un nuovo Review Party, questa volta dedicato al secondo romanzo della serie di Cassidy Blake di Victoria Schwab: Tunnel di Ossa! Vi ricordo che questo libro è uscito giusto ieri, quindi potete già trovarlo in libreria 😉
Come sempre ringrazio Mondadori per avermi permesso di leggere il libro in anteprima e le mie compagne di Review Party,: Paranormalbookslover, Il Confine dei Libri, C'era una Volta un Foglio, Cafè Littéraire da Muriomu, Coffee & Books, Lu is Lost in Books e Captain Nelyafinwee.


Titolo: Tunnel di Ossa (Cassidy Blake #2)
Autore: Victoria Schwab
Editore: Mondadori
Data di uscita: 28 Settembre 2021
Pagine: 320
Trama: CASS È NEI GUAI. Ancora più del solito.
Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, Cass si trova a Parigi, dove i suoi genitori stanno girando il loro programma televisivo sulle città più infestate del mondo. Certo, mangiare croissant e visitare la Tour Eiffel è un vero spasso, ma sotto Parigi, nelle raccapriccianti Catacombe, c’è in agguato un pericolo spettrale.
Quando Cass risveglia un poltergeist terribilmente potente, deve affidarsi alle sue abilità di cacciatrice di spettri, ancora tutte da dimostrare, e chiedere l’aiuto di amici vecchi e nuovi per svelare un mistero.
Se fallirà, le forze che ha ridestato potrebbero rimanere a infestare la città per sempre.
L’autrice bestseller Victoria Schwab torna al mondo di Città di spettri, regalandoci nuove emozionanti avventure e un’indimenticabile lezione sull’amicizia (perché, a volte, anche i migliori amici fantasma hanno segreti).


Recensione:
Questo secondo romanzo non mi ha entusiasmata quanto il primo, devo essere onesta. Come sempre trovo che il punto di forza sia la capacità della Schwab di adattare la scrittura al pubblico a cui si rivolge, cosa che non molti autori sanno fare. La narrazione è semplice, adatta ad un pubblico molto giovane e capace di invogliare la lettura; tuttavia, ho avuto la sensazione di trovarmi davanti ad un romanzo un pochino "filler". La trama infatti non è molto elaborata, sappiamo come si svolgerà il libro fin dall'inizio, e magari sarebbe potuto andare bene se non fosse che il "cattivo" di questo volume era davvero sottotono rispetto a quello incontrato ad Edimburgo. 

C'è da dire che sono pur sempre poche pagine (io l'ho letto in un pomeriggio) e dunque non pesa troppo questa sensazione, purtroppo però avrei davvero voluto qualcosa di più. Ad esempio mi è mancato anche uno sviluppo più concreto dei protagonisti: sì, scopriamo qualcosa in più su Jacob verso la fine, mentre Cassidy inizi a prendere coscienza del suo ruolo come "cacciatrice di fantasmi", tuttavia non c'è stato un vero sviluppo nella loro psicologia e manca ancora quel passo avanti che mi sarei aspettata ponesse le basi per il terzo volume.

L'ambientazione rimane sempre un punto forte: questa volta Cassidy si ritrova a girare per le strade di Parigi, città che ho visitato quando avevo più o meno l'età della protagonista, quindi è stato divertente rivederla attraverso i suoi occhi! Come sempre le descrizioni sono rese bene e capaci di trasmetterti le atmosfere della città stessa: se Edimburgo era scura e misteriosa, Parigi è brillante ma non meno infestata.

In conclusione, seppur Tunnel di Ossa sia stato un po' meno entusiasmante, resto comunque curiosa di sapere come si svilupperà il mistero sul rapporto tra Cassidy e Jacob nel prossimo volume, che, udite udite, sarà ambientato a... New Orleans! Vi ricordo inoltre che Ponte di Anime uscirà il 26 ottobre 😜


martedì 15 giugno 2021

La Repubblica del Drago - R.F. Kuang

16:19 1

 


Ciao ragazzi, dopo tanto tempo torno a scrivere recensioni anche qui sul blog. Purtroppo ultimamente è stato un po' tutto caotico e quindi mi sono limitata a fare brevi commenti su Instagram più che vere e proprie recensioni, ma per La Repubblica del Drago vale assolutamente la pena prendersi più tempo per parlarne.


Titolo: La Repubblica del Drago (The Poppy War #2)
Autore: R. F. Kuang
Editore: Mondadori
Data di uscita: 25 Maggio 2021
Pagine: 624
Trama: Già tre volte nella sua storia il Nikan ha dovuto combattere per sopravvivere alle sanguinarie Guerre dei papaveri. Il terzo conflitto si è appena spento, ma Rin, guerriera e sciamana, non può dimenticare le atrocità che ha dovuto commettere per salvare il suo popolo. E ora sta scappando, nel tentativo di sfuggire alla dipendenza dall'oppio e agli ordini omicidi della spietata Fenice, la divinità che le ha donato i suoi straordinari poteri. Solo un desiderio la spinge a vivere: non vuole morire prima di essersi vendicata dell'Imperatrice, che ha tradito la sua patria vendendola ai nemici. E l'unico modo per farlo è allearsi con il signore di Lóng, discendente dell'ultimo Imperatore Drago, che vuole conquistare il Nikan, deporre l'Imperatrice e instaurare una repubblica. Né l'Imperatrice, né il signore di Lóng, però, sono ciò che sembrano. E più Rin va avanti, più si rende conto che per amore del Nikan dovrà usare ancora una volta il potere letale della Fenice. Non c'è niente che Rin non sia disposta a sacrificare per salvare il suo paese, e ottenere la sua vendetta. Così si getta di nuovo nella lotta. Perché in fondo lottare è ciò che sa fare meglio.


Recensione:
Aspettavo questo seguito da mesi! La Guerra dei Papaveri è stata una delle mie letture preferite l'anno scorso, dunque non vedevo davvero l'ora di iniziare a leggere questo libro. Le aspettative erano davvero alte, e in linea generale non sono state disattese. MA, qualcosa mi ha bloccata dal dare voto pieno a questo libro, e tra poco vi spiego perché.

Nulla da dire né sulla narrazione, né sullo stile della Kuang, che per essere così giovane è davvero impeccabile! Ciò che mi era piaciuto di La Guerra dei Papaveri viene ripreso ampiamente anche in questo secondo volume: le ambientazioni dark, lo scenario della guerra e temi importanti quali il trauma e la dipendenza dall'oppio sono ciò che rende questa serie unica. Tuttavia, in più di 600 pagine di strategie, guerra e politica, devo ammettere che la narrazione mi è risultata decisamente più appesantita rispetto al primo volume. Se nella Guerra dei Papaveri avevamo quantomeno un prima metà di libro in cui Rin interagiva molto con gli altri personaggi, qui ho sentito fin troppo il costante punto di vista di Rin a discapito dello sviluppo dei personaggi secondari.  Gran parte del libro, infatti, è dedicato al superamento del trauma di Rin dopo la perdita di Altan e la sua scelta di distruggere l'intero Mugen: per quanto questa parte sia importante per porci di fronte alla cruda realtà della guerra e alla necessità di arrivare a compiere atti estremi pur di arrivare ad una fine, avrei preferito meno introspezione e più dialoghi, soprattutto con quei personaggi che hanno un punto di vista quasi opposto a quello della protagonista. Questa idea l'ho riconfermata leggendo poi anche le 15 pagine di novella da punto di vista di Nezha (The Drowning Faith, la trovate solo in inglese), che sono state una boccata d'aria fresca dopo 600 pagine di Rin e la sua rabbia.

Altra cosa che mi ha fatto storcere un po' il naso è la questione della religione. Non sono credente, ma la rappresentazione che la Kuang ha riportato del cristianesimo (o pseudo tale, anche se i riferimenti erano davvero palesissimi) e la "competizione" con lo sciamanismo e il pantheon di Rin mi ha davvero stonato. Non ho compreso la necessità di fare paragoni e voler per forza dire che una è più reale dell'altra, quando alla fine sei un fantasy, dunque non è che te ne dovrebbe fregare troppissimo, no?

Detto ciò, non vedo l'ora di leggere l'ultimo romanzo, soprattutto dopo QUESTO MALEDETTO FINALE, che mi ha fatto schizzare l'hype a mille.
Ah, e comunque Nezha è assolutamente il mio preferito, non ci sono storie. In più la ship super potente con Rin è ormai assodata (nonostante tutto), dunque datemi The Burning God al più presto che non ce la posso fare ad affrontare 600 pagine di mattonazzo in inglese! 😅


venerdì 14 maggio 2021

King of Scars e Rule of Wolves: ne potevamo fare a meno?

17:30 0


 

Raghi, è giunto il momento di parlarne. 

Mettiamo subito in chiaro che questa non sarà una vera e propria recensione, ma una serie di considerazioni su questa duologia, che per me poteva benissimo non esistere. Sì, sarò cattiva, farò spoiler, dunque se non avete letto ENTRAMBI questi due libri, scappate di qua, perché farò dei grossi grossissimi SPOILER.


Allora, parto col dire che io ero letteralmente entusiasta all'idea di iniziare questa duologia. Ho amato la Bardugo non solo in Sei di Corvi, ma anche nella prima trilogia di Tenebre e Ossa, come avrete notato se ci avete seguito durante i review party. Dunque, potrete capire la mia delusione quando tutto ciò che non ti piace ti viene rifilato proprio da una delle tue autrici preferite


Sarò onesta, per me KoS e RoW stanno al GrishaVerse come la settima e l'ottava stagione di Game of Thrones stanno all'intera serie tv. Una delusione. Una delusione perché non solo mi hai sfanculato il sistema magico, mi hai reso i tuoi personaggi preferiti OP e hai pure rovinato la loro caratterizzazione, ma in più hai scritto 1200 pagine di libri per inculcarmi in testa che mi devono piacere certi personaggi ed altri no. Ora, io queste cose me le aspetto dalla Maas, ed è il motivo principale per cui non riesco ad apprezzare i suoi libri. Che la cosa mi sia stata riproposta anche dalla Bardugo... grazie e arrivederci, a mai più. Ma una cosa alla volta.


Partiamo dal sistema magico, perché obiettivamente, al di là delle simpatie per i personaggi, qui c'è una falla che è palese e obiettiva. La trilogia di Shadow and Bone è stata una pappardella di "non essere troppo avaro, altrimenti i tuoi poteri grisha ti si rivoltano contro". Il Darkling l'ha pagata cara, Alina pure. C'è una libro sui Santi in cui ogni poveraccio che usava troppo potere in modo smisurato veniva lapidato! Qui no invece. Qui ci viene detto che le divisioni tra le varie classi di Grisha stanno solo nella loro testa e che tutti possono improvvisamente fare tutto, che i Santi erano dei Grisha super potenti in grado di fare ogni cosa e che con la giusta padronanza e motivazione anche Zoya può fare tutto, yay! Eh sì, perché il Darkling che crea mostri dalla sua ombra è brutto e cattivo e sbilancia il "the making at the heart of the world" (non chiedetemi cosa sia, Leigh non si è mai presa il disturbo di spiegarcelo), Zoya che si TRASFORMA IN UN FOTTUTISSIMO DRAGO E CONTROLLA ACQUA, FUOCO, ARIA, FULMINI E TUTTO INVECE VA BENE. 

Scusate, mi altero facilmente.


No, ma seri. E qui arriviamo ai personaggi overpower in modo assurdo, ovvero Zoya. Avete presente quando questa duologia veniva presentata come la duologia di Nikolai? Beh, fesserie. Questo è un altare alla gloria per Zoya. Zoya che ormai è alla stregua di Arya Stark nell'ottava stagione di GoT (questo paragone tornerà spesso): sa fare tutto, sa ammazzare tutti, appare dal nulla e risolve qualunque situazione. Ah Zoya in più diventa anche regina. E la Leigh ha ancora il coraggio di dirmi che è la duologia di Nikolai, vabbeh.

Sì perché a proposito di Nikolai, ovvero lo stesso che va in giro da sette libri a cercare di fare il bene per la sua nazione e risollevarla dalla recessione, lui che si è messo a combattere in prima linea, a sacrificare tutto per il suo regno, avete presente, no? Ecco, lui negli ultimi 5 capitoli inizia a pensare che forse gli sta bene fare il pirata per il resto dei suoi giorni. Ma seria??? 

E Nikolai non è l'unico che piglia un colpo in testa e cambia personalità: c'è anche Nina! Dopo un inizio straziante in King of Scars in cui Nina piange la morte di Matthias (e ho adorato tutto), finito questo, il nulla. In KoS i POV di Nina sono stati assolutamente noiosi. In RoW un po' si riprende, ma quella specie di love story con Hanne (che è Matthias femmina ma più piatto, stereotipato e senza carattere... sì in pratica è semplicemente una Fjerdiana) non si può vedere. E la cosa più assurda non è che Nina si dimentichi completamente di Matthias per una Fjerdiana senza personalità, ma che per questa tizia Nina diventa regina di Fjerda. E va a vivere a Fjerda. LOL. Nina?


Ma arriviamo ora al tasto che per me è il più dolente di tutti, ovvero la scelta di far risorgere il Darkling. Raghi, ormai lo sapete, per me è amore, e sono assolutamente la prima a dire che questo personaggio aveva un'infinità di potenziale ma è stato decisamente sprecato nella prima trilogia. Dunque, alla fine di KoS, quando il mio amato risorge, ammetto che ci speravo in un arco narrativo con i controc***i, qualcosa che ci facesse capire meglio questo personaggio come lo è stato in The Demon in the Wood. E cosa ho ottenuto? Il nulla, o anzi peggio. Sì, ho avuto i miei 5 capitoli con il suo POV, ma non sono serviti a niente (fermo restando che sono stati comunque tra i miei preferiti ahah). La sua resurrezione non è servita assolutamente a niente, se non alla fine per sacrificarlo in immani sofferenze perché è riapparsa randomissima una specie di piaga come conseguenza della Shadow Fold. In più metteteci Alina che si è dimenticata di essere Alina e di cosa ha condiviso con il Darkling, un pigiama party finale tra lei, Zoya e Genya e il piano finale di ammazzarlo finalmente cercando una stramaledetta reliquia da mettere al suo posto. Cosa scusa? E non potevamo mettercela da subito? Non potevamo lasciare il Darkling morto, non rovinare tutta la prima trilogia e semplicemente mettere questa fesseria in fondo al libro tanto per scrivere Six of Crows 3? Capite perché io mi senta presa per il culo? E dillo che questa è la tua personale vendetta per dire al tuo fandom chi deve piacere e chi no.


Lasciamo stare infine tutto il fan service con i corvi e la storyline di Shu Han, che è stata totalmente inutile. Il punto è che, se anche KoS poteva avere il beneficio del dubbio perché almeno avrebbe avuto un seguito con possibilità di migliorameneto, RoW è stato esattamente il seguito che non ci doveva essere. Troppe cose in troppe poche pagine, confusione, storyline tirate fuori dal cappello, altre per niente sviluppate, personaggi che prendevano decisioni completamente out of character ma a beneficio della trama. Insomma, se dovessi descrivere questa duologia in due parole sarebbero "da dimenticare". E io penso proprio che proverò a dimenticarla. Sì, SoC 3 sicuramente lo leggerò, ma questa volta non farò l'errore di alzare le aspettative. 


martedì 20 aprile 2021

La Catena d'Oro - Cassandra Clare

17:52 0

 


Oh ragazzi cosa ho scoperto! Mi stavo preparando per la lettura di La Catena di Ferro e sono andata a cercarmi la recensione della Catena d'Oro, ma... non l'ho mai scritta! Eh già, questo libro lo avevo letto poco prima di riaprire il blog e non l'ho mai recensito per questo motivo. Ma oggi, in occasione dell'uscita di La Catena di Ferro in Italia (che sarà esattamente fra 7 giorni), vi parlo brevemente delle mie impressioni riguardo questo primo capitolo della quarta (siamo alla quarta??) serie di Cassandra Clare.


Titolo: La Catena d'Oro (The Last Hour #1)
Autore: Cassandra Clare
Editore: Mondadori
Data di uscita: 3 Marzo 2020
Pagine: 552
Trama: Un'eredità oscura. Un amore in catene. Un nemico invincibile.
Cordelia Carstairs è una Shadowhunter, e in quanto tale le è stato insegnato fin dalla più tenera età come si combattono i demoni. Quando il padre viene accusato di un terribile crimine, lei e il fratello Alastair partono alla volta di Londra con la speranza di riuscire a evitare la rovina della famiglia. Sona, la madre, vorrebbe che lei trovasse un marito e si sistemasse, ma Cordelia è più determinata a diventare un'eroina che una sposa. Presto, nella capitale britannica, la sua strada si incrocia nuovamente con quella di James e Lucie Herondale, suoi cari amici d'infanzia, che la trascinano in un mondo sfavillante e affascinante, fatto di sale da ballo, missioni segrete e luoghi magici popolati da vampiri e stregoni, dove Cordelia però è costretta a tenere nascosto il suo amore per James, promesso sposo di un'altra fanciulla. La nuova vita della ragazza viene sconvolta quando una serie di attacchi demoniaci devasta la città, e questa volta si tratta di qualcosa di completamente diverso da ciò con cui hanno avuto a che fare fino a questo momento gli Shadowhunters. Qualcosa di apparentemente impossibile da uccidere che si muove alla luce del sole e colpisce la gente ignara con un veleno letale. Londra è messa immediatamente in quarantena e gli amici di Cordelia, intrappolati come lei nella città, scoprono di essere dotati di poteri incredibili, un'eredità oscura di cui fino a quel momento ignoravano l'esistenza. Questo li costringe a compiere una scelta drammatica che li condurrà a comprendere quanto crudele sia il prezzo da pagare per essere eroi.

Valutazione

Recensione:
La Catena d'Oro per me non ha avuto uno degli inizi migliori. Come per The Dark Artifices, l'idea di dover sapere bene parti contenute in serie precedenti un pochino mi irrita, e in questo libro tu hai bisogno di sapere UN SACCO DI ANTEFATTI. E con questo non intendo che devi aver letto semplicemente The Infernal Devices (che in pratica è la serie sui genitori dei protagonisti di questo libro), ma devi aver letto anche tutte le varie ed eventuali novelle, i racconti extra, le cartelle cliniche dei personaggi... insomma un sacco di roba, troppa considerando che comunque metà di questo libro è ancora di presentazione ai personaggi e battutine sui tempi passati (di cui onestamente ricordavo due cose in croce). 

Altra cosa che non mi ha convinta sono, ahimé, i personaggi, e quando la Cassie non mi centra i personaggi io inizio ad avere problemi con i suoi libri. Non dico siano tutti pessimi, è che, come in TDA, la Clare vuole che tutti e 20 i suoi personaggi siano i protagonisti del suo romanzo e, no, non funziona così. Alla fine mancano di caratterizzazione e spessore, e non sono riuscita ad affezionarmi a nessuno di loro. Però le sberle sì, quelle le avrei date a tanti personaggi. 
Non parliamo poi dei poligoni amorosi a N lati... davvero, odio i triangoli, ma Cassie ha voluto portare il tutto su un altro livello in questo libro: non sono nemmeno convinta di aver capito tutte le coppie! Dunque, troppi troppi drammi a mio parere. Il che è un peccato, perché quando c'era un po' di trama ero davvero interessata a proseguire.

In conclusione, siamo ancora tutti d'accordo che TID rimane la serie migliore (e la recente rilettura per il GDL me lo ha riconfermato) e che nemmeno la presenza di un DILF Will sia sufficiente a far uscire bene questo primo volume. Ora, spero con tutto il cuore che il secondo volume inizi davvero ad ingranare, perché i poteri di James e Lucie mi intrigano parecchio e comunque la Clare per me rimane un buon intrattenimento nonostante tutti i suoi difetti (escluso l'ultimo di TDA perché quello a momento nemmeno riuscivo a finirlo).


P.S. Se siete interessati, a maggio inizia il GDL di The Mortal Instruments (la serie originale, per intenderci) su telegram. Sarà una cosina molto tranquilla, niente tappe, solo discussione finale tutti insieme e un libro al mese da maggio ad ottobre. Se siete interessati contattatemi prima di maggio (o anche più tardi se volete recuperarci in itinere) via mail oppure su Instagram (dove potete trovare anche il link diretto al gruppo telegram)!

martedì 13 aprile 2021

Legend - Stephanie Garber

17:04 0

 


Ciao a tutti, lettori! Ecco qui la recensione di Caraval, primo libro di una trilogia scritta da Stephanie Garber e che voi mi avete consigliato in tanti e con molto entusiasmo nelle scorse settimane. Innanzitutto, dunque, devo ringraziare tutte le persone che mi hanno consigliato questo libro e mi hanno scritto in privato per convincermi: avete fatto centro, grazie! 


Titolo: Legend (Caraval #2)

Autore: Stephanie Garber

Editore: Rizzoli
Data di uscita: 13 Novembre 2018
Pagine: 480

Trama: Dopo la travolgente avventura nel mondo magico e misterioso del Caraval, Donatella Dragna è riuscita finalmente a sfuggire al padre e a salvare la sorella Rossella da un disastroso matrimonio combinato. Ma Tella non è ancora libera; per ritrovare la madre Paloma ha stretto un patto disperato con un criminale misterioso, che vuole in cambio qualcosa che solo lei può dargli: il vero nome di Legend, il Mastro di Caraval. L'unica possibilità per scoprire il vero nome di Legend è vincere il nuovo Caraval, che si terrà a Valenda, l'antica capitale dove una volta regnavano i Fati, in occasione del genetliaco di Elantine, la sovrana dell'Impero di Mezzo. Tella dovrà quindi immergersi di nuovo nella competizione magica, tra le attenzioni di un inquietante erede al trono, una storia d'amore impossibile e una ragnatela di segreti, tra cui anche quelli di Rossella. Se fallirà non potrà mantenere il suo patto e rischierà di perdere tutto, compresa forse la vita. Ma se vincerà, Legend e il Caraval saranno distrutti per sempre.

Valutazione


Recensione:

Che dire, questo libro è stato la migliore distrazione che potessi trovare durante la stesura della mia tesi. Lo sapete, Caraval mi aveva davvero entusiasmato, ma Legend lo ha addirittura battuto! 
Questa volta ci troviamo in un'ambientazione diversa, anche se le atmosfere sono abbastanza simili a quelle incontrate a Caraval: infatti, questa nuova edizione dello spettacolo più magico che ci sia si tiene a Valenda, la capitale. Questa volta ho avuto la sensazione di addentrarmi in uno spettacolo molto più inquietante e oscuro, che mi ha letteralmente fatta rimanere con il fiato sospeso per 400 pagine. Come sempre la Garber è bravissima a non farci capire in che direzione vuole andare la trama, confondendo noi e la protagonista con mille tranelli. E' vero, forse qualche buco di trama ho avuto il sentore di percepirlo, ma la narrazione rimane comunque così intricata e serrata che semplicemente ce ne scordiamo man mano che proseguiamo a leggere!

Una nota di merito speciale va alla protagonista di questo secondo volume: Donatella. In Caraval l'avevo percepita come un personaggio un po' sciocco ed egoista, tuttavia mi sono dovuta ricredere completamente. Del primo volume ciò che mi ha convinta di meno è stata proprio la protagonista, Rossella, che ho trovato davvero troppo sentimentale e drammatica in certi momenti. Donatella invece è una maledetta calcolatrice che vuole a tutti i costi la riuscita del suo piano, seppur sotto si dimostra essere un personaggio compassionevole e con spirito di sacrificio.
Altra nota positiva va al triangolo amoroso, che solitamente aborro con tutta ma stessa, ma che sta volta mi ha davvero presa tanto da non sapere davvero per chi fare il tifo! Dante è un po' il tipico tizio misterioso con un oscuro passato, ma pronto a salvare Donatella dai molti pasticci in cui si caccia. Jacks invece è... beh per la maggior parte del libro sembrerebbe essere più il cattivo della storia, e non sono nemmeno sicura che alla fine non lo sia, però che ci volete fare? A me i bad boys col cuore di ghiaccio non dispiacciono!
In tutto ciò, Rossella e Julian non spariscono, ma li ho trovati davvero sottotono rispetto al primo romanzo. Capisco questo non fosse incentrato su di loro, ma, non lo so, sono stati un po' troppo delle macchiette sullo sfondo che facevano i fidanzatini litigiosi.

Oggi non vedo l'ora di iniziare a leggere Finale perché sono davvero curiosa di sapere come finirà questa serie su cui avevo davvero poche aspettative, ma mi sono dovuta completamente ricredere. Voi avete letto Caraval? Quale delle due sorelle Dragna preferite?




martedì 30 marzo 2021

Review Party: Rovina e Ascesa - Leigh Bardugo

17:03 3

 


Finalmente, dopo MESI, posso parlarvi di questo libro. Sì, perché tutto iniziò ad ottobre dell'anno scorso, quando decisi di leggere il secondo e il terzo volume della Grisha trilogy a causa della mia impazienza. Fortunatamente ho pure avuto l'occasione di rileggere questo romanzo in italiano e in anteprima grazie alla collaborazione con Mondadori e con la mia solita super squadra: Alessia (Letture in Salotto), Martina (Marts into the books) e Giulia (Boogie Bookie).

Ovviamente, questa recensione contiene spoiler dei due libri precedenti, quindi se ancora non li avete letti, fate attenzione!


Titolo: Rovina e Ascesa (GrishaVerse #3)
Autore: Leigh Bardugo
Editore: Mondadori
Data di uscita: 30 Marzo 2021
Pagine: 288
Trama: “Disprezza il tuo cuore.” Era quello che volevo. Non volevo più essere in lutto, soffrire per qualche perdita o per i sensi di colpa, o per la preoccupazione. Volevo essere dura, calcolatrice. Volevo essere impavida. Fino a poco prima mi era sembrato possibile. Ora ne ero meno sicura.
L’Oscuro ha ormai esteso il suo dominio su Ravka grazie al suo esercito di creature mostruose. Per completare i suoi piani, gli manca solo avere nuovamente al suo fianco Alina, la sua Evocaluce.
La giovane Grisha, anche se indebolita e costretta ad accettare la protezione dell’Apparat e di fanatici che la venerano come una Santa, non ha perso però le speranze: non tutto è perduto, sempre che un certo principe, sfacciato e fuorilegge, sia sopravvissuto, e che lei riesca a trovare la leggendaria creatura alata di Morozova, la chiave per liberare l’unico potere in grado di sconfiggere l’Oscuro e distruggere la Faglia. Per riuscirci, la potente Grisha dovrà tessere nuove alleanze e mettere da parte le vecchie rivalità. Nel farlo, verrà a conoscenza di alcuni segreti del passato dell’Oscuro che getteranno finalmente luce sulla natura del legame che li unisce e del potere che l’uomo esercita su di lei.
Con una nuova guerra alle porte, Alina si avvia verso il compimento del proprio destino, consapevole che opporsi all’ondata di crescente oscurità che lambisce il suo paese potrebbe costarle proprio quel futuro per cui combatte da sempre.

Valutazione

Recensione:

Proprio oggi esce l'ultimo capitolo di questa trilogia che spero abbiate amato quanto me. E' vero, la duologia di Six of Crows è scritta meglio e Leigh Bardugo ha saputo fare dei passi da gigante durante la stesura di tutto il GrishaVerse, tuttavia non posso far a meno di notare quanto i personaggi di questa prima trilogia mi siano rimasti nel cuore (più dei personaggi di SoC, incredibile a dirsi). E forse, proprio per questo attaccamento ai suoi personaggi, giudicare questo capitolo finale mi risulta in parte difficile. 

Non ne ho fatto un mistero, avrei preferito che la trama prendesse una piega decisamente diversa già nel volume precedente, e forse il problema principale con questo volume è che non avrebbe dovuto essere uno YA per esprimere al massimo il suo potenziale. Tuttavia riesco a vedere una coerenza nelle scelte della Bardugo, vedo dove volesse arrivare con questo libro e in realtà ne sono rimasta in parte soddisfatta. Ma non facciamo spoiler (quelli ve li lascio in una sezione separata se mai voleste venire a sclerare insieme a me) e parliamo di questo libro.

Abbiamo lasciato Alina mezza morta nel sottosuolo dopo che ha provato a prosciugare tutta la vita da sé stessa e l'Oscuro. Ora però è tempo di rimettersi in piedi e combattere per riprendersi Ravka. Per buona parte del libro infatti ci ritroviamo insieme ad Alina, Mal e i grisha sopravvissuti all'attacco, mentre cercano di ritrovare Nikolai. Una volta raggiunto il principe tuttavia, ad Alina pare chiaro che l'unica opzione per sconfiggere l'Oscuro è ritrovare l'ultimo amplificatore, anche a costo di perdere sé stessa.

Alina è rimasta quel personaggio che non amo, ma che alla fine ho imparato a rispettare. Ho capito le sue scelte e forse in questo ultimo volume ho iniziato ad empatizzare di più con lei. Il suo finale è stato giusto, coerente con il personaggio fino alla fine, e soprattutto molto più realistico di tanti altri. Oltre ad Alina, in questo ultimo volume ho lievemente rivalutato anche Mal: no, ancora non lo sopporto e penso sia di una tossicità disarmante, tuttavia qui non l'ho odiato come nello scorso volume, ecco.
Poi abbiamo Nikolai, che è sicuramente uno dei personaggi migliori usciti dalla penna di Leigh Bardugo: carismatico, sarcastico, eppure qui per la prima volta potrete anche intravedere le sue molteplici crepe.
Infine lui, il mio villain preferito: l'Oscuro. Non smetterò mai di dirvelo, ma leggete The Demon in the Wood. Questa novella di venti pagine (la trovate solo in inglese purtroppo, ma ne vale la pena) vi farà capire molto meglio le infinite sfaccettature di un personaggio decisamente poco positivo, ma che non riesco a non comprendere, almeno in parte: qual è il peso di un'eternità passata a nascondersi? Che succede quando decidi di diventare il carnefice per non essere vittima?

Detto ciò, ci sarebbero state tante di quelle cose che avrei cambiato in questo libro, che non ne avete idea. Ho pure avuto la sensazione che ci fosse un bel buco nella trama ad un certo punto (ve ne parlo meglio in QUESTO post SPOILER). Tuttavia, la mia valutazione rimane comunque accecata dalla qualità della narrazione e dai personaggi della Bardugo, che non cambierei in nessun modo. Dunque, spero che anche voi rimarrete catturati da questo capitolo finale, fatemelo sapere nei commenti 😉

Io intanto oggi inizio Rule of Wolves ragazzi, che invece esce proprio oggi in lingua originale! Speriamo che la Mondadori non tardi troppo a portare anche la duologia su un principe di nostra conoscenza, perché voi non avete idea di cosa vi aspetti!! 👀

Non perdetevi le prossime tappe:

giovedì 28 gennaio 2021

La Corte di Rose e Spine - Sarah J. Maas

15:49 0
 

Buongiorno lettori! Oggi vi propongo la recensione di La Corte di Rose e Spine, che ormai avevano letto tutti tranne me. Vi premetto che son partita con tutte le più buone intenzioni nonostante Crescent City per me sia stato uno dei peggiori libri letti nel 2020. ACOTAR è andato indubbiamente meglio, ma ci sono ancora un sacco un sacco di cose che per me restano problematiche e oggi ve ne parlo.
Metto sempre il solito disclaimer: i gusti sono gusti, se a voi questa serie è piaciuta sono super contenta per voi 😉

Titolo: La Corte di Rose e Spine (ACOTAR #1)
Autore: Sarah J. Maas
Editore: Mondadori
Data di uscita: 19 Marzo 2019
Pagine: 408
Trama: "Un paio di occhi dorati brillavano nella boscaglia accanto a me. La foresta era silenziosa. Il vento non soffiava più. Persino la neve aveva smesso di scendere. Quel lupo era enorme. Il petto mi si strinse fino a farmi male. E in quell'istante mi resi conto che la mia vita dipendeva da una sola domanda: era solo? Afferrai l'arco e tirai indietro la corda. Non potevo permettermi di mancarlo. Non quando avevo una sola freccia con me." Una volta tornata al suo villaggio dopo aver ucciso quel lupo spaventoso, però, la diciannovenne Feyre riceve la visita di una creatura bestiale che irrompe a casa sua per chiederle conto di ciò che ha appena fatto. L'animale che ha ucciso, infatti, non era un lupo comune ma un Fae e secondo la legge "ogni attacco ingiustificato da parte di un umano a un essere fatato può essere ripagato solo con una vita umana in cambio. Una vita per una vita". Ma non è la morte il destino di Feyre, bensì l'allontanamento dalla sua famiglia, dal suo villaggio, dal mondo degli umani, per finire nel Regno di Prythian, una terra magica e ingannevole di cui fino a quel momento aveva solamente sentito raccontare nelle leggende. Qui Feyre sarà libera di muoversi ma non di tornare a casa, e vivrà nel castello del suo rapitore, Tamlin, che, come ben presto scoprirà la ragazza, non è un animale mostruoso ma un essere immortale, costretto a nascondere il proprio volto dietro a una maschera. Una creatura nei confronti della quale, dopo la fredda ostilità iniziale, e nonostante i rischi che questo comporta, Feyre inizierà a provare un interesse via via più forte che si trasformerà ben presto in una passione dirompente. Quando poi un'ombra antica si allungherà minacciosa sul regno fatato, la ragazza si troverà di fronte a un bivio drammatico. Se non dovesse trovare il modo di fermarla, sancirà la condanna di Tamlin e del suo mondo...
Valutazione

Recensione:
Erano settimane che volevo parlarvi di questa lettura, ma poi pian piano ho deciso di rimandare questo momento per riflettere e poterne parlare con altre bookstagrammer per avere altri punti di vista. Ho anche iniziato il secondo presa dalla curiosità e da questa necessità di farmi un'opinione sulla serie, ma ho capito che questa recensione la dovevo fare senza farmi influenzare da qualsiasi cosa accadrà dopo, e dunque eccomi qua, l'Anna ignorante che non sa una cippa di questo fenomeno mondiale e che vi dà la sua modesta opinione su questo primo discusso libro
Sì perché, come ahimè immaginavo, a me ACOTAR ha fatto storcere il naso in svariate occasioni. E probabilmente ve ne elencherò talmente tante, che alla fine penserete "e come ci è arrivato a 3 stelline con tutte queste critiche?" Beh, è un mistero che vi svelerò a fine pippone.

Da cosa iniziamo dunque? La trama! La prima metà per me non era male, a tratti era la fotocopia della Bella e La Bestia originale, ma vabbeh. La scrittura scorreva abbastanza bene, nonostante qualche errore di traduzione e un stile ancora decisamente acerbo, ma comunque ero decisa a proseguire e scoprire perché cavolo Tamlin non abbia staccato la testa a Feyre al terzo capitolo. Poi è scoppiato l'apoteosi del trash e infine ci sono state quelle 150 pagine di fuffa in cui bisogna risolvere i trucchetti (banali) di una regina cattiva che è un po' una macchietta. Il tutto poi si conclude con un finale, a mio parere, troppo semplice per Feyre e tutti a casa senza neanche troppi punti aperti con cui proseguire. Insomma, se non fosse stato per tutti quegli spiegoni e per le assurde scelte della protagonista che si cacciava in centinaia di situazioni da cui le avevano espressamente detto di stare alla larga, alla fine sarebbe stato un qualunque YA con qualche scena piccante. Ma purtroppo il titolo del libro poteva benissimo essere anche "Tutte le scelte stupide di Feyre" e forse ci saremmo già fatti un'idea di cosa aspettarci.

A tal proposito, direi che è proprio giunto il momento di parlare dei personaggi. Iniziamo ovviamente da Feyre che, come avrete già capito, vuole assomigliare a tutti i costi a Katniss Everdeen, ma in confronto risulta un po' scemarella, tanto che sviluppa una vera passione nel tuffarsi tra i pericoli come se fossero una jacuzzi. L'ho trovata badass in un modo abbastanza scontato (e stupido, e irreale, e poco credibile visto che poi le potevano fare qualunque cosa senza che lei fiatasse perché... era troppo stanca, bah), troppo perfetta e santarellina. La sua famiglia è un'appendice messa per farcela sembrare ancora di più una poveretta per cui dobbiamo provare compassione, ma non funziona così, Sarah. Decido io chi mi piace.
Tamlin a me inizialmente piaceva: scontroso, misterioso, con il peso del mondo sulle spalle. Mi è piaciuto che lui e Feyre avessero questo aspetto delle loro vite in comune, ma poi ad un certo punto (verso la metà trash) tutto è accaduto troppo in fretta tra loro due per poi alla fine regredire altrettanto velocemente, con Tamlin che ormai, poveraccio, aveva meno personalità dei muri di casa mia. Ora, non dico che la Maas l'abbia fatto apposta per il prossimo libro, però l'ha fatto. E, se devo essere onesta, non ho trovato Tamlin così possessivo in questo primo volume (fatta esclusione per il picco trash che mi viene sempre giustificato con le usanze Fae, su cui stendiamo un velo pietosissimo), anzi. 
Quello che invece ha urtato sensibilmente i miei nervi femministi è stato proprio Rhysand... Io lo so che nel prossimo libro avverrà il miracolo della redenzione del personaggio gnocco, lo so, ma qua raghe siamo obiettive: la umilia, la tratta come una battona d'alta classe e infine la droga ogni sera
WTF, Sarah? 
Dunque, io per ora salvo solo Lucien che è un patato, e Nesta perché in 3 capitoli in cui appare prende a male parole tutti ed è perennemente stufa delle loro stronzate (che mood 😍). C'è da dire però, che nonostante tutte le mie critiche e la qualità dubbia dell'opera, io una settimana dopo aver terminato il libro ero ancora curiosa di sapere come proseguisse! Dunque, una cosa a Sarah la devo concedere: si vede che ci tiene a questo mondo che ha creato e che, davvero, non trovo male come idea. Altra cosa che ho apprezzato sono i nomi che paiono davvero usciti da una seduta di D&D e sono fighissimi, li potrei quasi quasi usare per il mio personaggio.

Concludendo, ACOTAR non è un capolavoro, ma semplicemente il figlio nato dall'unione di Twilight e 50 sfumature, dunque perché mi sorprendo del successo che ha avuto? Fondamentalmente perché ancora non mi capacito nemmeno del successo degli altri due. 


domenica 24 gennaio 2021

Review Party: Sorcery of Thorns - Margaret Rogerson

14:00 0

Buongiorno, lettori! Rieccomi con la penultima tappa del Review Party dedicato ad una delle ultime uscite Monddori: Sorcery of Thorns di Margaret Rogerson! Il libro è uscito lo scorso 19 gennaio, se ve lo foste perso e sicuramente bisogna fare una nota di merito all'edizione che è praticamente come quella originale ma con qualche abbellimento in più. Stupenda!

Ringrazio per questa opportunità la Mondadori e le mia super squadraAlessia (Letture in Salotto), Sofia (Sofia che Legge Cose), Martina (Marts into the books), Sara (1001 Notti d'Inchiostro) e Miriana (Miry's Books)!


 

Titolo: Sorcery of Thorns
Autore: Margaret Rogerson
Editore: Mondadori
Data di uscita: 19 Gennaio 2021
Pagine: 444
Trama: Trovatella allevata in una delle Grandi Biblioteche di Austermeer, è cresciuta in mezzo agli strumenti della stregoneria: grimori magici che sussurrano e sferragliano catene. Se provocati, si trasformano in mostri inquietanti di cuoio e di inchiostro. Ciò cui Elisabeth ambisce è diventare una guardiana, incaricata di proteggere il regno dalle minacce della magia. Il suo disperato tentativo di impedire l'atto di sabotaggio che libera il grimorio più pericoloso della biblioteca finisce per ritorcersi contro di lei: ritenuta coinvolta nel crimine, viene condotta nella capitale, in attesa di interrogatorio. L'unica persona su cui può fare affidamento è il suo nemico di sempre, il Magister Nathaniel Thorn, con il suo misterioso servitore; ma tutto sembra intrappolarla in una congiura secolare, che potrebbe radere al suolo non solo le Grandi Biblioteche, ma anche il mondo intero. A mano a mano che la sua alleanza con Nathaniel si rafforza, Elisabeth inizia a mettere in discussione tutto quello che le hanno insegnato sui maghi, sulle biblioteche che ama così tanto, e soprattutto su se stessa. Perché Elisabeth ha un potere che non avrebbe mai sospettato, e un destino che non avrebbe mai potuto immaginare.

Valutazione

Recensione:
Sorcery of Thorns non è stata un lettura perfetta, ma sicuramente una godibile. Con tutte le serie in arretrato che ho, sapete quanto mi emozioni trovare finalmente un autoconclusivo, dunque Sorcery of Thorns non poteva certo mancare dalla mia TBR. Ho affrontato questo libro consapevole del target (palesemente uno YA anche abbastanza classico nel genere) e con delle modeste aspettative non avendo mai letto nulla di questa autrice e devo dire che nel complesso non  mi è dispiaciuto, tanto che sono ancora indecisa se dargli 3.5 o 4
Sorcery of Thorns è uno di quei libri che parte a bomba: c'è un sacco di azione, una protagonista combattiva ma abbastanza ingenua e un world building decisamente interessante. Tuttavia trovo che lo sviluppo poteva essere gestito meglio e ora vi spiego perché.

Partiamo dai personaggi. Su Elizabeth e Nathaniel non ho nulla da dire, mi sono piaciuti molto e mi  è piaciuto il loro rapporto di sguardi scorbutici, battute e cose non dette. Per una che non riesce a finire ACOMAF perché c'è troppo sentimentalismo, Elizabeth e Nathaniel sono ciò di cui avevo bisogno: meno chiacchiere sui nostri sentimenti e più azione per salvare il mondo (scelta assolutamente logica, per i miei gusti). In particolare mi è piaciuto come Nathaniel prendesse in giro Elizabeth per la sua ingenuità e come lei ci credesse subito perché, poveretta, non ha mai conosciuto nulla al di fuori delle quattro mura della sua biblioteca.
Personaggio che invece poteva decisamente essere sviluppato meglio è Silas. Non vi faccio grandi spoiler perché in realtà si viene a scoprire subito, ma Silas è un demone e anche uno bello potente da quel che ci viene detto. Peccato che non mi venga mai pienamente mostrato, e questo è davvero un peccato vista la potenzialità del personaggio.

Punto due: l'ambientazione. Ecco, seppur non descritta nei minimi dettagli, l'ambientazione è quella che più ho apprezzato. In questo mondo dove gli stregoni fanno patti con demoni per poter usare la magia e creare i loro grimori, ci sono anche gli umani e persone addestrate a prendersi cura di questi lasciti demoniaci. I grimori infatti vengono rinchiusi nelle Grandi Biblioteche, luoghi dove questi libri animati con la potenzialità di diventare mostri assetati di sangue, posso essere rinchiusi e tenuti sotto controllo. Ecco, l'idea di avere dei libri animati mi è davvero piaciuta un sacco e rimane una delle chiavi centrali del libro. I libri hanno un'anima ed Elizabeth questo lo capisce, è l'unica a comprenderlo veramente.

Infine c'è il ritmo della trama, ovvero ciò che mi ha causato più problemi, probabilmente. Sorcery of Thorns non è uno di quei libri lenti e noiosi, nient'affatto! Anzi, il ritmo parte davvero veloce, nei primissimi capitoli vediamo succedere un sacco di cose, tanto che la Rogerson riesce a tenere la nostra attenzione altissima ad ogni capitolo. Poi però, verso metà, il ritmo pan piano cala: da quando scopriamo chi è il "cattivo" e qual è il suo malvagio piano, il tutto perdere quella suspense della prima parte. Questa cosa, secondo me, è dovuta soprattutto al fatto che il "cattivo" non è caratterizzato benissimo: abbiamo i suoi spiegoni, prova a dirci le sue ragioni, ma onestamente il tutto è davvero poco convincente.
Metteteci poi il finale, di cui non voglio anticiparvi assolutamente nulla se non il fatto che mi è sembrato come interrotto sul più bello e questo mi ha davvero fatto storcere il naso abbassando di mezzo punto il voto finale, il che è davvero un peccato visto e considerato tutto il resto del libro. 

Dunque se dovessi descrivervi Sorcery of Thorns in una frase vi direi: un libro che inizia a bomba ma si perde per strada. Sicuramente non è un libro che vi sconsiglierei, è comunque molto piacevole e veloce da leggere e il worldbuilding l'ho adorato, però leggetelo partendo dal presupposto che vi trovate davanti ad uno YA molto classico e che poteva essere sviluppato un po' meglio.

martedì 19 gennaio 2021

Review Party: Assedio e Tempesta - Leigh Bardugo

14:42 0

Buongiorno ragazzuoli! Lo so, è un po' che non pubblico ma sono davvero davvero presa con la scrittura della tesi e ho paura che sarò scostante almeno fino a marzo. 🙈
Ma non disperate, questa settimana torno con ben due Review Party! Il primo, quello che vi presento oggi, è quello dedicato al secondo volume della trilogia Grisha, ovvero Assedio e Tempesta. Ovviamente se non aveste letto Tenebre e Ossa (recensione qui) questa recensione contiene grossi spoiler, quindi non perdete tempo e recuperatelo! 😉
Ne approfitto anche per ringraziare la Mondadori per questa collaborazione e la mia fidata squad: Alessia (Letture in Salotto), Sofia (Sofia che Legge Cose), Martina (Marts into the books) e Giulia (Boogie Bookie). 

Titolo: Assedio e Tempesta (GrishaVerse #2)

Autore: Leigh Bardugo

Editore: Mondadori
Data di uscita: 19 Gennaio 2021
Pagine: 300
Trama: "Non sarà sempre così" dissi a me stessa. "Più tempo passerai da libera, più diventerà facile." Un giorno mi sarei svegliata da un sonno senza incubi, avrei camminato per strada senza timore. Fino a quel momento, mi tenevo stretta il mio pugnale sottile, desiderando sentire il peso sicuro dell'acciaio Grisha nella mano. Ricercata per tutto il Mare Vero, perseguitata dal senso di colpa per le vite spezzate a causa sua nella Faglia d'Ombra, Alina, la potente Evocaluce, sta cercando di ricostruirsi una vita con Mal in una terra dove nessuno è a conoscenza della sua vera identità. Tuttavia, questo dovrebbe averlo imparato, non si può sfuggire al proprio passato. Né, soprattutto, ci si può sottrarre per sempre al proprio destino. L'Oscuro infatti, che non solo è sopravvissuto alla Faglia d'Ombra ma ha acquisito anche un terrificante nuovo potere, è più determinato che mai a reclamare per sé il controllo della Grisha ribelle e a usarla per impossessarsi del trono di Ravka. Non sapendo a chi altri rivolgersi, Alina accetta l'aiuto di un alleato imprevedibile. Insieme a lui e a Mal combatterà per difendere il suo paese che, in balia della Faglia d'Ombra, di un re debole e di tiranni rapaci, sta andando rapidamente in pezzi. Per riuscirci, però, l'Evocaluce dovrà scegliere tra l'esercizio del potere e l'amore che pensava sarebbe stato sempre il suo porto sicuro. Solo lei infatti può affrontare l'imminente tempesta che sta per abbattersi su Ravka e nessuna vittoria può essere guadagnata senza sacrificio. Finché l'Oscuro vivrà – questo Alina lo sa bene – non esisterà libertà per il suo paese. Né per lei. Forse, dopo tanti tentennamenti, è infine giunto il momento di smettere di scappare e di avere paura. Costi quel che costi.
Valutazione


Recensione:
Ebbene sì, rispetto a Tenebre e Ossa il voto si è abbassato. Già ve lo preannuncio, di tutti i libri scritti dalla Bardugo che ho letto, questo si aggiudica il gradino più basso (forse insieme a King of Scars, devo ancora decidere 😬). Tuttavia rendiamoci conto che il mio voto più basso è comunque un bellissimo 3,5!
Partiamo dunque da quello che non mi ha convinta in questo secondo volume. Devo ammettere che ciò che mi ha davvero delusa è stata la trama: lasciamo stare il fatto che avrei preferito una piega decisamente più dark perché questo è il mio personalissimo gusto, ciò che invece mi sento di puntualizzare è il ritmo della storia. L'inizio si apre subito con colpi di scena incredibili, riempiendoci di aspettative, salvo poi rallentare fino quasi all'arresto nella parte centrale, in cui accadono solo una sacco di drammi amorosi, Alina si fa pare e la gente si addestra per un epico combattimento (lol, sto zitta a tal proposito 🙊). Infine, arriviamo alle ultime 50 pagine, in cui la trama esplode nuovamente lasciandoci letteralmente a bocca spalancata e in agonia fino al prossimo libro. Il risultato altalenante non mi è piaciuto, poiché, purtroppo, la parte centrale risulta decisamente sotto tono rispetto a tutto il resto.

Altro punto a sfavore va alla mia cara Scemalina, che con questo libro si è decisamente meritata il titolo che le ho affibbiato. Ho amato come durante il primo libro prendesse man mano coscienza dei suoi poteri guadagnandone in fiducia nelle proprie capacità, e speravo davvero che in questo secondo libro ci fosse nuovamente la Alina in grado di fare scelte difficili, ma invece mi sono ritrovata con una versione regredita e insicura per la maggior parte del tempo. E da qui scaturisce la mia filippica contro Mal. 🌚
Lo sapete ormai, non è un mistero quanto odi questo personaggio. Lo trovo insulso, incapace di sostenere Alina, incostante, rabbioso, invidioso del potere che ha la ragazza al suo fianco. Insomma, il tipico uomo a cui vai bene solo se rimani un gradino più in basso di lui. E in questo libro ne ha dato piena prova, signore e signori: infatti, ogni volta che la nostra cara Scemalina mostra i suoi poteri o il suo carisma, Mal le pianta il muso, non le parla, si ubrica, fa rissa e... Sto zitta, davvero. Meglio che io stia zitta, ma sappiate che se volete qualcuno con cui insultare Mal, io ci sono sempre. ❤️
E poi passiamo a lui, il mio adorato Oscuro. Partiamo dalla piccola precisazione che mi rendo conto di quanto lui sia stato manipolatore nei confronti di Alina e di quanto questo non vada bene, ok, ma ragazzi, la chimica tra di loro nelle poche (troppe poche) scene in cui appare è qualcosa di innegabile. E qui ci tengo a fare la seconda precisazione: l'Oscuro sarà manipolatore, ma è anche l'unico in grado di far tirare fuori ad Alina il suo carisma e ad incoraggiarla ad abbracciare il suo potenziale. Per il suoi loschi fini, ok, ma neanche troppo visto e considerato il suo intero arco narrativo. Tutta sta filippica solo per dirvi che va bene sottolineare la tossicità della relazione Alina-Oscuro, ma per carità, non venitemi a dire che Alina-Mal sono meno tossici. Detto ciò, io amo l'Oscuro a prescindere da Scemalina, è il personaggio più complesso di questa trilogia e il più adulto e tristemente comprensibile se vi leggete The Demon in The Woods (novella di 20 pagine, esiste solo in inglese ma vale davvero la pena sforzarsi di leggerla, credetemi).
Ma passiamo all'ultimo personaggio davvero degno di nota, ovvero il mio Nikolai cuoricino. Lo incontrerete in Assedio e Tempesta per la prima volta e non potrete fare a meno di innamorarvene, avvisati. Nikolai è l'altro personaggio decisamente riuscito a zia Leigh: carismatico, sarcastico, divertente e geniale. Davvero Alina, come diavolo fai ad andare dietro a Mal io non lo so, MA BOH.

Non vedo davvero l'ora che possiate leggere l'intera trilogia, perché, seppur meno elaborata di Sei di Corvi, vi saprà sorprendere e colpirvi dritti in faccia con una serie di colpi ben assestati. Dunque, non attendete oltre e fiondatevi in libreria perché Assedio e Tempesta esce proprio oggi!!! 


lunedì 11 gennaio 2021

The Folks of the Air e Anteprima Regina del Nulla di Holly Black

16:14 0

 Buon lunedì, lettori! Oggi vi porto questo post un po' anomalo, ma che vi avevo promesso da tempo. Mi sono resa conto che tra i libri che non ho mai recensito l'anno scorso ci son proprio loro: Il Principe Crudele e Il Re Malvagio! E pensare che li ho pure riletti un paio di mesi fa, ma la recensione proprio non mi è venuta in mente e dunque è stata lasciata in un cassettino insieme alle recensioni di Sei di Corvi e Il Regno Corrotto (di cui non penso farò mai una recensione, perché nn penso davvero di avere nulla di nuovo da aggiungere alle molteplici lodi). Ma ora il momento è giunto e non è più rimandabile, visto che proprio domani uscirà l'ultimo volume della serie, La Regina del Nulla!

Questa volta non avrete una classica recensione, ma vi parlerò della serie in generale (senza spoiler!) e dei motivi per cui è diventata una delle mie preferite. [l'anteprima di La Regine del Nulla la trovate a fine pagina ↓]

La storia comincia con il brutale assassinio dei genitori di Jude da parte di un essere mostruoso, Madoc, un abitante del regno fatato. Madoc è il vero padre della sorella maggiore di Jude, Vivi, ed è tornato per vendicarsi, ma, una volta uccisi la madre e il padre di Jude, Madoc porta lei, la sua gemella Taryn e Vivi nel Regno Fatato per crescerle sotto la sua protezione. Una volta lì, per Jude e Taryn le cose non andranno benissimo: in quanto esseri umani sono sempre viste come inferiori e proteggersi dai malefici che il Popolo Fatato può infliggere loro diventa una questione di sopravvivenza. Le due sorelle affronteranno questo mondo in modo completamente diverso: Jude, combattendo e sfidando i suoi nemici, e Taryn, cercando di entrare a tutti i costi a farne parte. Ma tra i peggiori nemici che Jude poteva farsi, ci sono il principe Cardan e il suo gruppo di bulli. E mentre Jude cercherà di proteggere Taryn dai loro coetanei fatati, allo stesso tempo si ritroverà invischiata anche nelle macchinazioni e negli intrighi di corte del Regno Fatato. 

E questa è più o meno la premessa del primo libro.


Sarò schietta con voi, questa non è la serie perfetta, né la serie della vita, ma per me è stata la serie ideale per sbloccarmi durante quei periodi no in cui era difficile leggere e, grazie alla sua scorrevolezza e alla sua breve-media lunghezza (saranno appena 900 pagine tutta la serie), mi ha fatto passare una settimana molto rilassante lo scorso novembre. Va da sé che una delle critiche più grosse mosse alla serie è proprio per il mancato sviluppo di certi personaggi o certe situazioni, che soprattutto nell'ultimo volume si nota abbastanza. Per me non è stato un grosso problema, anzi, The Folks of The Air mi è risultata una boccata d'aria fresca in mezzo a tutti quei libri prolissi in cui i fatti principali si potrebbero comunque elencare sulle dita di una mano alla fine, ma posso capire che per chi si aspettava qualcosa di più complesso abbia potuto risultare deludente.


Ma volete sapere cosa mi piace di più di questa serie? I personaggi. ASSOLUTAMENTE. 
Adoro come non ci sia neanche mezzo personaggio completamente positivo e come tutti seguano una morale tutta loro, dettata dalle circostanze di un regno fatato decisamente sopra le righe e diverso da quello dei mortali. 
Jude è uno dei miei personaggi femminili preferiti: spesso mi risulta difficile entrare in empatia con le protagoniste femminili, ma Jude ha tutta la mia stima. Non è una brava ragazza che tenta di fare la scelta giusta, è una sronzetta manipolatrice che vuole ottenere potere su chi l'ha maltratta, uno spirito vendicativo e testardo che passa il suo tempo a migliorarsi come stratega e combattente, e che non ha decisamente paura di sporcarsi le mani.
Dal lato opposto del ring, troviamo invece Cardan, il principe dei bulli. Se all'inizio ci pare solo un principe viziato a cui piace tormentare e ferire gli altri, alla fine avrete uno dei migliori sviluppi che un personaggio possa desiderare. Inoltre, per una buona volta non abbiamo il maschio macho che deve combattere e mostrare il pettorale scolpito: no, a Cardan importa solo di bere vino ed essere più alla moda di tutti gli altri e io non posso che adorarlo. Fine.
Aggiungiamoci pure che la storia tra Jude e Cardan è una enemies-to-lovers molto più propensa all'enemies per la maggior parte della trilogia, e avrete la ciliegina sulla torta. Le risate che non mi sono fatta grazie ai tentativi di approccio di questi due, pochi altri libri me le hanno tirate fuori!

Concludo con una piccola presentazione di La Regina del Nulla, che, se non avete letto i primi due romanzi, potrebbe risultare un po' spoilerosa.


ANTEPRIMA LA REGINA DEL NULLA

Commentino SPOILER FREE per chi attende l'uscita dell'ultimo libro domani! 
La Regina del Nulla si mantiene sullo stesso livello dei precedenti: narrazione molto veloce, tanti colpi di scena e una focalizzazione incentrata soprattutto su Jude e il suo ritorno clandestino nel Regno Fatato. Come vi accennavo prima, in questo volume avrei voluto di più e per la prima volta ho avvertito una certa fretta nel concludere la narrazione. Tutto il casino con Nicasia e Orlagh viene brutalmente accantonato come se niente fosse e la narrazione si sposta completamente sull'imminente invasione di Madoc e sulla profezia che aleggia in torno a Cardan fin dalla sua nascita. Sebbene abbia apprezzato molto i retroscena sul giovane re (ovviamente), i nuovi rapporti con il Regno di Orlagh vengono accantonati troppo in fretta e senza troppe spiegazioni.

Ciò che invece continuo ad adorare è il rapporto tra Jude e Cardan che in questo volume raggiunge vette impareggiabili. E' dal primo libro che smanio per i loro battibecchi flirtosi e in La Regina del Nulla ho finalmente potuto vedere quel Cardan impacciato ed innamorato che stavo aspettando da tre libri. A tal proposito, spero con tutto il cuore che l'edizione italiana contenga le lettere di Cardan, che purtroppo nelle edizioni inglesi erano raccolte solo nelle edizioni speciali.
Altra nota positiva va al rapporto tra Jude ed alcuni personaggi secondari: prima fra tutti Taryn, che finalmente ho potuto rivalutare, ma anche Vivi, Farnia, Nicasia e Oriana; tutti hanno avuto modo di avere un'ultima comparsa e risaltare accanto a Jude.

Ma ora basta dilungarsi! So che attendete questo libro da più di un anno e spero proprio che possa piacervi e risultare una degna conclusione per questa serie (anche se da alcuni tweet della Black sembrerebbe proprio che non finisca qui 😂)!




martedì 5 gennaio 2021

A Deal With the Elf King - Elise Kova

16:24 0

 


Cia a tutti lettori! Rieccomi con questa nuova recensione su una delle mie letture di dicembre: si tratta di A Deal With the Elf King di Elise Kova. Il romanzo finora esiste solo in lingua inglese, ma, se vi voleste cimentare, è una lettura molto leggera e adatta ad un livello medio-basso.

Titolo: A Deal With The Elf King (Married to Magic #1)

Autore: Elise Kova
Editore: Silver Wing Press
Data di uscita: 6 Novembre 2020
Pagine: 338
Trama: The elves come for two things: war and wives. In both cases, they come for death.
Three-thousand years ago, humans were hunted by powerful races with wild magic until the treaty was formed. Now, for centuries, the elves have taken a young woman from Luella's village to be their Human Queen.
To be chosen is seen as a mark of death by the townsfolk. A mark nineteen-year-old Luella is grateful to have escaped as a girl. Instead, she's dedicated her life to studying herbology and becoming the town's only healer.
That is, until the Elf King unexpectedly arrives... for her.
Everything Luella had thought she'd known about her life, and herself, was a lie. Taken to a land filled with wild magic, Luella is forced to be the new queen to a cold yet blisteringly handsome Elf King. Once there, she learns about a dying world that only she can save.
The magical land of Midscape pulls on one corner of her heart, her home and people tug on another... but what will truly break her is a passion she never wanted.
Valutazione

Recensione:

A Deal With the Elf King è un libro autoconclusivo facente parte di una raccolta di storie chiamata Married To Magic. La particolarità di questa raccolta, come dice l'autrice stessa, è che ogni storia è autoconclusiva e indipendente dalle altre, l'unico particolare che hanno in comune è che vi è presente la "marriage trope" (ovvero i protagonisti sono costretti a sposarsi) e che sono ambientate in un mondo magico (presumibilmente lo stesso universo, ma ancora non ne siamo certi visto che per ora è uscito questo unico romanzo). 


In A Deal With the Elf King, incontriamo Luella, una ragazza di 19 anni con la passione per la botanica e la medicazione. Luella è molto impegnata nel suo paesino dove ha il suo lavoro e il suo negozio, finché un giorno il Re degli Elfi la reclama come Regina Umana e la obbliga a sposarlo e ad andare con lui nel suo regno. Luella infatti è l'unica donna con poteri magici e per questo il suo destino è quello di utilizzare i suoi poteri per riportare la primavera nel mondo degli elfi.

Come potrete notare dalla trama, A Deal With the Elf King prende spunto dal mito di Ade e Persefone, cosa che mi ha incuriosita parecchio (oltre alla cover), ma vi avviso che non si tratta di un vero e proprio retelling. Ci troviamo infatti in un ambientazione molto più leggera e tranquilla, niente di dark come mi sarei aspettata. E forse è stato questo l'aspetto che più mi ha fatto storcere il naso: manca la magia. Sì, Luella ogni tanto usa i suoi poteri, ma l'ambiente in sé in cui lei si trova catapultata non sembra magico, ma piuttosto semplicemente un altro regno. 


Un altro aspetto che mi viene da bocciare sono i personaggiLuella, in primis, è una protagonista odiosa che tende a colpevolizzare chiunque intorno a sé senza farsi mai un bell'esame di coscienza. Davvero, probabilmente se almeno avessi avuto una protagonista più sopportabile e meno lamentosa, la lettura sarebbe stata molto più piacevole.  Il Re degli Elfi, Eldas, mi è piaciuto leggermente di più perché si dimostra essere molto tenero, ma siamo onesti, nessuno di noi ha iniziato questo libro per ritrovarsi un re degli elfi carino e coccoloso. La chimica tra i due inoltre non mi ha entusiasmata particolarmente... sono carini insieme, e Luella è leggermente più sopportabile insieme ad Eldas, ma comunque mancava quella scintilla che ti fa venir voglia di proseguire per vedere cosa succede tra i due. E capite che questo è un problema se l'intera storia è focalizzata sulla loro relazione più che su una reale trama, che è presente, ma molto in sordina. A tal proposito, devo ammettere che ho trovato la soluzione finale molto banale. Capisco che risolvere il lento decadimento del regno degli elfi non fosse una prerogativa di Luella e dunque dell'intero libro, ma forse qualche plot twist non ci sarebbe stato male.


La nota positiva rimane la scrittura della Kova, che si presenta sempre molto scorrevole e piacevole, come ho potuto riscontrare anche in Air Awekens (primo libro di un'altra serie della Kova che non vi ho mai recensito, upsie). Tutto sommato non penso che A Deal With the Elf King sia un brutto libro (recentemente ne ho letti di peggiori, ecco), semplicemente penso che non rientri nei miei gusti. Dunque, per concludere, vi consiglierei di leggere A Deal With the Elf King se cercate una marriage trope leggera e senza troppe pretese nella trama, ma pur sempre scorrevole e in grado di intrattenere.