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martedì 29 agosto 2023

Review Party: I Sussurri delle Ombre - Kelly Andrew

12:13 0

 Buondì lettori!

Torno su questi schermi per raccontarvi l'ultima collaborazione a cui ho preso parte. I Sussurri delle Ombre esce proprio oggi per Mondadari, che ringrazio molto per avermi dato la possibilità di leggerlo in anteprima. 


Delaney "Lane" Meyers-Petrov ha diciotto anni ed è sempre stata tenuta lontana dai pericoli, al sicuro, quasi fosse fatta di vetro. Ma ora ha deciso che è il momento di cambiare. E stanca di starsene in disparte a raccogliere polvere, è stanca di essere considerata e di sentirsi fragile solo perché sorda. Il vetro, dopotutto, si crepa con estrema facilità, è vero, ma può resistere a una pressione immensa. Quindi anche per lei è arrivato il momento di sondare i suoi limiti, non importa se facendolo si procurerà qualche incrinatura. Così, dopo essere stata accettata alla Howe University, nella facoltà di Godbole, prestigiosa ma controversa, perché calamita per i cultori delle discipline occulte, Lane pensa sia finalmente arrivata l'occasione di dimostrare a se stessa e agli altri il suo valore. Di definirsi, per una volta, per le sue capacità e non per la sua sordità o per la paura delle ombre che, fin da bambina, la cercano insistentemente. Il semestre, però, non inizia col piede giusto visto che la prima persona che incontra, Colton Price, è tutto tranne che una persona gentile e ragionevole. Tuttavia, anche se Lane ancora non può saperlo, dietro l'aria strafottente che sfodera ogni volta che la incontra, in realtà il ragazzo è irresistibilmente e visceralmente attratto da lei, sebbene gli sia stato espressamente vietato di frequentare la "ragazza che sente le voci delle ombre". Quando uno studente viene trovato morto, però, Lane e Colton si alleano per scoprire cosa è realmente accaduto. Questo li porterà a scoprire segreti sepolti da anni e ad affrontare un potere antico e senza nome, un nemico che minaccia di distruggere loro e il loro sodalizio proibito.


Valutazione: ⭐️⭐️⭐️⭐️ / 5


Amanti delle vibes Dark Academia, accorrete! 

I Sussurri delle Ombre non è stata una lettura perfetta, ma le sue atmosfere sono decisamente suggestive ed immersive. Ombre, fantasmi, demoni e chissà cos'altro si cela nell'oscurità che attira Lane fin da quando, piccolissima, ha perso l'udito a causa di una grave malattia. Questa ambientazione si amalgama perfettamente con i misteri dell'accademia dell'occulto a cui viene assegnata Lane, la quale si ritrova invischiata in strani avvenimenti legati alla scomparsa di alcuni ragazzi dell'accademia.


Lane è stato un personaggio che non mi ha convinta pienamente. L'autrice insiste molto (moltissimo) su quanto la nostra protagonista sia fragile, fatta di vetro, e di quanto voglia uscire da questo ruolo e iniziare a vivere la propria vita. Purtroppo, a forza di ripetere quanto Lane sia fragile, alla fine me ne sono convinta anche io, percependola come una protagonista tutto poco memorabile. Meno dimenticabile (non necessariamente in senso positivo) è Colton. Non nego che il ragazzo dia delle vibes alla Darlington, ma a volte risultava ingiustificatamente antipatico e arrogante anche nei confronti della stessa Lane. La dinamica tra i due arriva comunque a coinvolgere dopo le prime interazioni poco carine (forse abbiamo una vera enemies to lovers per una volta), e a loro modo funzionano bene come accoppiata.


Sì, i personaggi non mi hanno fatta impazzire, ma sono comunque riuscita a divorare il libro in un paio di giorni. La verità è che non ci troviamo davanti ad una trama imprevedibile (soprattutto se già siete fan de La Nona Casa), o un cast di personaggi completamente nuovo e perfettamente caratterizzato, eppure, I Sussurri delle Ombre sa attirarti nella sua narrazione grazie proprio agli ammiccamenti ad altre serie che ho amato (oltre a La Nona Casa potete percepire anche un pizzico di The Raven Boys). In conclusione, vi posso consigliare di dare una chance a questo standalone, quantomeno saprà dare il benvenuto alle vostre vibes autunnali!


Concludo ricordandovi le tappe del Review Party, che andrà avanti fino a sabato:

 


martedì 15 novembre 2022

Review Party: Il Regno dei Demoni - Victoria Aveyard

19:16 0

Buon pomeriggio lettori!
Oggi parte il Review Party dedicato al seguito de Il Regno delle Ceneri di Victoria Aveyard, di cui vi ricordo potete trovare la recensione qui.
Ringrazio moltissimo Mondadori per avermi dato la possibilità di continuare questa serie fornendomi una copia digitale in anteprima, e le mie compagne di Review Party per aver organizzato l’evento.



Il destino del mondo giace sul filo di una lama. Combattendo insieme alla sua banda di improbabili compagni, Corayne sta imparando ad abbracciare l'antico potere che le scorre nelle vene e a comprendere lo straordinario potere della spada ereditata dal padre. Ma il suo viaggio è tutt'altro che concluso. L'esercito della regina Erida, infatti, sta marciando attraverso Allward spalleggiato da Taristan, che lungo il cammino apre portali su mondi da incubo radendo al suolo interi regni. Se vuole salvare il mondo che conosce, Corayne non ha altra scelta se non radunare un esercito tutto suo. Per farlo, lei e i suoi compagni dovranno percorrere terre pericolose e affrontare assassini, bestie ultraterrene e mari tempestosi. Ma Taristan ha scatenato un potere malefico molto più letale dei suoi eserciti di mostri. Qualcosa di tremendamente pericoloso attende nell'ombra, qualcosa che potrebbe consumare il mondo e spegnere ogni speranza di vittoria.


Valutazione: ⭐️⭐️⭐️. 5 / 5


Piccolo recap per chi, come me, ha la memoria un po’ corta e si è già dimenticato il primo libro. Ovviamente, non serve neanche dirlo che da qui in poi ci sono spoiler del primo romanzo, no? Ne Il Regno delle Ceneri avevamo conosciuto svariati personaggi e seguito diversi POV, in primis quello di Corayne, l’eroina di questa avventura. Avevamo scoperto che Corayne è una discendente di antica Cor, in quanto figlia di Cortael, che viene ucciso proprio all’inizio del libro dal suo gemello malvagio, Taristan. Taristan vuole aprire dei portali per altri universi sotto la guida di un dio malvagio, Nimbus, una sorta di Cthulhu che gli dà una forza sovrumana e un inquietantissimo esercito di morti. Ovviamente Taristan vuole Corayne morta, visto che è l’unica in grado di fermare i suoi piani, ma fortunatamente in aiuto della ragazza arriva un disparato gruppo di personaggi che la aiuteranno a richiudere i portali aperti dalla zio e salvare Allward.Nel frattempo Taristan cerca alleanze e le trova nella giovane Erida, regina del più grande e potente regno di Allward, e molto incline a fare di tutto pur di raggiungere le proprie ambizioni. Succederà quindi che Erida proverà a tradire Corayne e i suoi compagni consegnandoli a Taristan in cambio di un matrimonio politico (ndr. e non le dispiace neanche il fisico del marito, eh).I compagni riescono a fuggire, ma il matrimonio avviene comunque e Taristan ed Erida sembrano più forti che mai, tanto da aprire un nuovo portale da cui escono mostruose creature marine. Corayne con la spada spectralis riesce a stento a richiuderlo e il seconodo libro riprende esattamente da dove ci eravamo lasciati.

La primissima cosa che volglio ribadire è che riconfermo che la Aveyard è davvero brava nello scrivere i villains… purtroppo non direi lo stesso per i suoi eroi, ma se si tratta di moralità ambigua e solide motivazione per far fare ai tuoi personaggi ciò che fanno, la Aveyard lo sa fare. Va da sé che le mie parti preferite sono state proprio i POV di Erida con Taristan: sarà che sono la best ship (e vi assicuro che non rimarrete delusi in questo sequel), sarà che la evil-couple ha sempre il suo fascino, ma io non vedevo l’ora di arrivare ai capitoli della nostra regina cattiva.
Un altro POV che ho sempre apprezzato è quello di Sorasa, l’assassina che pian piano sta cambiando e si sta aprendo perché ha trovato una missione più importante di qualsiasi somma le potranno mai offrire. Io ovviamente la shippo con Dom, l’Avo, che però si è dimostrato un po’ sottotono in questo secondo volume.
Come dicevo prima, i POV più deboli per me rimangono quelli di Corayne e Andry, perché continuo a non vedere cosa li spinga avanti e i dubbi interiori che vivono. Soprattutto per Corayne, che essendo una discendente di antica Cor dovrebbe sempre essere attratta da un fine ultimo, da qualcosa di più. Invece sembra solo che il suo obiettivo sia quello di chiudere un portale dopo l’altro, senza vedere più in là della singola missione.

Da giocatrice di Dungeons & Dragons continuo ad apprezzare molto il setting e le dinamiche tra i personaggi, che sembrano proprio il tipico party di scapestrati. Forse in questo libro la trama mi è sembrata un po' meno dinamica, e nonostante le 400 pagine non mi è sembrato che la storia andasse avanti più di tanto, il che mi fa pensare che ci saranno più di 3 libri. La lettura comunque si è dimostrata scorrevole e sono curiosa di proseguire la lettura, quindi se Il Regno delle Ceneri vi è piaciuto, non posso consigliarvi che continuare con questa serie!

 

martedì 25 ottobre 2022

Review Party: Life Lik3 - Jay Kristoff

14:55 0

 Ben ritrovati, lettori! Oggi torno per parlarvi della mia ultima collaborazione con Mondadori: insieme alle mie compagne di Review Party, ho avuto opportunità di leggere in anteprima la nuova trilogia di Jay Kristoff, che arriva in Italia proprio oggi. Ringrazio Mondadori per questa opportunità, e le mie compagne di Review Party, che vi consiglio vivamente di seguire in questi due giorni di tappe:


Per evitare spoiler, in questa recensione mi concentrerò soprattutto sul primo libro della trilogia, Life Lik3.



Eve ha diciassette anni, e l'ultima cosa di cui ha bisogno è un segreto da custodire. No, grazie, è già abbastanza impegnata a guardarsi le spalle e a districarsi tra mille problemi. Problema numero uno: il robot gladiatore che ha passato mesi a costruire è stato ridotto a un relitto fumante. Problema numero due: ha perso con gli allibratori i pochi crediti che aveva, l'unico mezzo per comprare le medicine indispensabili a Nonno. Problema numero tre: un gruppo di fanatici puritani la vuole uccidere e... che altro? Ah, sì, ha appena scoperto che può distruggere le macchine con il potere della mente.
Forse ha vissuto momenti peggiori, ma non riesce proprio a ricordarseli.
Quando però scopre la carcassa di un ragazzo androide di nome Ezekiel, nell'ammasso di rottami che chiama casa, tutto cambia; si mette in viaggio per salvare chi ama insieme a lui, alla sua amica Lemon e al suo compagno robotico Cricket: attraverseranno deserti di vetro nero, combatteranno contro cyborg assassini, esploreranno megalopoli abbandonate, fino a scoprire i segreti sepolti nel suo passato... anche se ci sono segreti che è meglio non portare alla luce.


Valutazione: ⭐️⭐️⭐️ / 5


Ormai lo saprete, non sono una fan di Kristoff, non perché non scriva bene, ma perché lo trovo carente in quanto ad originalità. E Life Lik3 riconferma ancora una volta questa sensazione. Si, è un libro che in lingua originale è uscito nel 2018, quindi non proprio recentissimo, tuttavia il concetto di fondo rimane visto e rivisto: un futuro distopico, robot che vogliono la loro libertà e si ribellano agli umani. In tutto ciò, l’atmosfera ormai non c’è più (si, proprio come capiterà realmente tra qualche anno) e le radiazioni solari friggono l’umanità, ma chi non muore di tumore sviluppa dei “poteri”. Insomma, nulla di nuovo che non si sia già visto in altri dieci film fantascientifici, no?


Tuttavia, allo stesso tempo, Life Lik3 si lascia leggere con estrema facilita. Il ritmo è sostenuto, e i colpi di scena non mancano, tanto da rendere un libro “già visto” ugualmente capace di intrattenere.


Ammetto di non essere riuscita ad entrare in empatia con i personaggi, a partire da Eve, la protagonista. Purtroppo la gestione di questo personaggio non mi è piaciuta molto: subisce un arco narrativo con cambiamenti molto drastici, troppo a parere mio, tanto da farti perdere di vista la caratterizzazione del personaggio, che diventa esclusivamente fine alla trama (specialmente per quel cliffhanger finale!). Stessa cosa per il suo coprotagonista, che è il tipico personaggio maschile il cui unico scopo è venerare la controparte femminile, nulla di più. Ciò che ne risulta è una love-story molto annacquata di cui mi importava pochetto. Metteteci pure il classico personaggetto-macchietta che deve sempre apparire nei libri di Kristoff per fare battutine (non divertenti), e la mia sopportazione nei confronti dei personaggi sarebbe durata davvero poco. Grazie al cielo c’era Lemon, unico personaggio interessante, e che, fortunatamente, sarà molto più centrale nei seguiti.


Insomma, se da una parte non sono rimasta molto entusiasta dai personaggi, dall'altra trovo che la scorrevolezza del libro sia da tener presente se avete voglia di qualcosa di leggero, veloce da leggere e divertente (se lo humor di Kristoff vi piacesse, a me mica tanto eheh). Sicuramente una trilogia da non perdere se siete fan dell’autore, pur tenendo presente che si tratta di uno YA, a differenza di titoli più recenti di questo autore come Nevernight e L’Impero del Vampiro.


Concludo ricordandovi di andare a seguire anche le altre tappe del Review Party, perché questa volta i pareri sono stati decisamente diversi! 


venerdì 14 ottobre 2022

Babel, or The Necessity of Violence: an Arcane History of The Oxford Translators' Revolution - R. F. Kuang

18:43 0


Che delusione. Non so se sia dovuto alle mie aspettative troppo alte considerando che La Guerra dei Papaveri è una delle mie serie preferite, oppure se sono io che non riesco ad essere colpita da questo libro come è successo a tanti altri. Perché parliamo di un libro che su Goodreads ha 4,46 stelline di media, non una ciofeca insomma.

Ma a me non ha detto nulla di nuovo. Niente. Anzi, a momenti sembra una qualsiasi discussione sociopolitica tirata fuori da un post di Twitter. Si parla di temi caldi come il razzismo, l’effetto postumo del colonialismo che stiamo osservando oggigiorno, e tutte quelle differenze in termini di esperienze che ci rendono necessariamente diversi (secondo la Kuang), partendo proprio dalla lingua. Non voglio entrare nel merito delle mie considerazioni sulla questione, perché è chiaro che io e la Kuang non la vediamo nello stesso modo, ma posso senza dubbio affermare che in Babel non viene detto nulla di nuovo su questi temi, nulla che un qualsiasi navigante dell’internet che abbia letto due articoli in croce non sappia. Nulla che un qualsiasi studente delle superiori che è stato un minimo attento a lezione di storia non sappia. Tutto ciò che la Kuang ci dice, infatti, è che il colonialismo è male perché sfrutta altre popolazioni per il proprio rendiconto senza dare nulla in cambio… ma va? Onestamente mi aspettavo un discorso un po’ più profondo e articolato, perché nessuno nega tutto ciò, tranne i razzisti bigotti e quelli non li convinci accusando ogni inglese di essere un razzista imperialista.

Altro grosso problema sono stati i personaggi. Ad esclusione di Robin, di cui possiamo seguire la crescita ed un arco narrativo decisamente esaustivo, gli altri personaggi erano tutti delle macchiette che parlavano ed agivano esclusivamente ai fini della trama. Allegorie parlanti di "categorie" che la Kuang vuol rappresentare, ma che non agiscono come agirebbe una persona reale, piuttosto come uno stereotipo. Letty è un personaggio emblematico da questo punto di vista, perché simboleggia esclusivamente il “privilegio” della donna bianca (nota, la storia è ambientata nel 1838, sicuro ha diritti da vendere!). Viene letteralmente presa a male parole da tutti e non le viene mai spiegato cosa sbaglia (perché ovviamente sbaglia non avendo vissuto le stesse esperienze degli altri), ci viene detto che dovrebbe essere la rappresentazione della razzista quando di fatto non ha mai atteggiamenti palesi, semplicemente ci viene detto che in separata sede le è stato spiegato e lei non ha voluto capire (noi tutto ciò non lo vediamo, ovviamente). Non mi dilungo perché rischiamo lo spoiler, ma non mi è per niente piaciuta questa analisi semplicistica dell’autrice per cui bianco = cattivo/oppressore che non capisce altro che il suo punto di vista, perché è una gran ✨ C4G4T4 ✨

Ultima cosa, ma non meno importante, se questo era un fantasy allora qualcuno deve spiegare alla Kuang come creare un worldbuilding. Lo stesso problema c’era nella Guerra dei Papaveri, ma ci potevamo sorvolare perché lo sciamanesimo è qualcosa di non inventato da lei che possiamo andare ad approfondire per i fatti nostri, ma qui, dove lei si inventa questo mondo parallelo uguale al nostro se non per il fatto che si riesce a fare magie scrivendo su lingotti di argento, qua me la devi spiegare. Sì, perché il problema più grosso è che questo mondo è IDENTICO al nostro se non per la magia… quindi che c’è di magico? Semplicemente la rivoluzione industriale non esiste, è un rivoluzione magica, dove non progredisce la tecnologia ma la magia, e la cosa assurda è che il risultato finale è esattamente lo stesso che non avere la magia, quindi esattamente a che serve? Perché non scrivere un romanzo storico? In realtà anche il setting vittoriano viene decisamente a mancare, considerando il fatto che tutti i personaggi parlano come persone del Ventunesimo secolo e hanno una coscienza sociale che esiste solo dagli ultimi 20 anni… il che se ci pensate è piuttosto ironico questo incorretto uso del linguaggio in un romanzo focalizzato sulla linguistica.

Tuttavia, la mia valutazione non è stata completamente disastrosa, perché qualche lancia a favore di Babel la devo spezzare. In primis, la scrittura della Kuang rimane ottima come sempre. Non è da tutti riuscire a far scorrere velocemente un mattone del genere il cui contenuto è per il 30% spiegazioni di termini e derivazioni. Allo stesso modo, l’atmosfera tipica della dark academia è ben delineata e sa catturare il lettore se questo filone vi interessa.

Mi spiace molto di non essere stata in grado di apprezzare questo libro come tanti altri, ma se devo essere onesta penso che molti lettori americani lo hanno valutato bene esclusivamente per i temi trattati che non per qualche reale messaggio innovativo o sviluppo interessante.

Valutazione: ⭐️⭐️ . 5 / 5

martedì 27 settembre 2022

Review Party: Il Demone nella Foresta - Leigh Bardugo & Dani Pendergast

15:07 0

 


Valutazione: ⭐️⭐️⭐️ ⭐️. 5 / 5

Buon pomeriggio, lettori! Oggi nuovo Review Party in collaborazione con Il Confine dei Libri, Divoratori di Libri, C’Era una Volta un Foglio e Hook a Book per parlarvi insieme della nuova uscita della Bardugo: Il Demone nella Foresta.

La graphic novel esce proprio oggi in tutte le librerie in contemporanea con l’uscita inglese, e vede come protagonista l’Oscuro, prima di diventare l’Oscuro. Per chi mi segue da un po’, sa quanto io ritenga fondamentale la lettura del racconto breve da cui è tratta questa graphic novel per poter comprendere questo personaggio. Incontriamo, infatti, una Aleksander appena adolescente, perennemente in fuga insieme a sua madre sia dagli umani che dai Grisha. I loro poteri più unici che rari, li rendono diversi dagli altri Grisha, tanto da essere dei veri e propri amplificatori.

In Il Demone nella Foresta avremo la possibilità di avere una chiara spiegazione del perché Aleksander sia diventato infine l’Oscuro che noi tutti conosciamo. Forse con una madre diversa o un potere diverso le cose potevano andare meglio, ma questo racconto ci illustra come un villain non nasca dal nulla, ma viene creato dalle situazioni che lo circondano. Inutile quindi dirvi che, se siete fan dell’Oscuro non potete che amare questa nuova/vecchia storia.

Ammetto di essere stata un po’ delusa dal fatto che la Graphic novel riprenda pari pari quello che viene narrato nel racconto senza aggiungere nulla di nuovo. Chi non ha letto il racconto in inglese, però, certamente non risentirà di questo dettaglio essendo inedito in Italia.

Ma ora la parte più importante in una graphic novel: i disegni. Dani Pendergast è l’illustratrice che ha dato vita in modo sublime a questo racconto. I contrasti di colori mi piacciono molto e la scelta di avere una palette prevalentemente fredda ti fa proprio percepire il gelo dell’inverno fjerdiano e l’oscurità che si annida nel cuore di un ragazzo troppo giovane. Wow, che poetica.

Dunque, non mi resta che consigliarvi di recuperare la lettura di questa GN se siete fan del GrishaVerse, poiché non potete non approfondire il villain più carismatico della serie!

martedì 13 aprile 2021

Legend - Stephanie Garber

17:04 0

 


Ciao a tutti, lettori! Ecco qui la recensione di Caraval, primo libro di una trilogia scritta da Stephanie Garber e che voi mi avete consigliato in tanti e con molto entusiasmo nelle scorse settimane. Innanzitutto, dunque, devo ringraziare tutte le persone che mi hanno consigliato questo libro e mi hanno scritto in privato per convincermi: avete fatto centro, grazie! 


Titolo: Legend (Caraval #2)

Autore: Stephanie Garber

Editore: Rizzoli
Data di uscita: 13 Novembre 2018
Pagine: 480

Trama: Dopo la travolgente avventura nel mondo magico e misterioso del Caraval, Donatella Dragna è riuscita finalmente a sfuggire al padre e a salvare la sorella Rossella da un disastroso matrimonio combinato. Ma Tella non è ancora libera; per ritrovare la madre Paloma ha stretto un patto disperato con un criminale misterioso, che vuole in cambio qualcosa che solo lei può dargli: il vero nome di Legend, il Mastro di Caraval. L'unica possibilità per scoprire il vero nome di Legend è vincere il nuovo Caraval, che si terrà a Valenda, l'antica capitale dove una volta regnavano i Fati, in occasione del genetliaco di Elantine, la sovrana dell'Impero di Mezzo. Tella dovrà quindi immergersi di nuovo nella competizione magica, tra le attenzioni di un inquietante erede al trono, una storia d'amore impossibile e una ragnatela di segreti, tra cui anche quelli di Rossella. Se fallirà non potrà mantenere il suo patto e rischierà di perdere tutto, compresa forse la vita. Ma se vincerà, Legend e il Caraval saranno distrutti per sempre.

Valutazione


Recensione:

Che dire, questo libro è stato la migliore distrazione che potessi trovare durante la stesura della mia tesi. Lo sapete, Caraval mi aveva davvero entusiasmato, ma Legend lo ha addirittura battuto! 
Questa volta ci troviamo in un'ambientazione diversa, anche se le atmosfere sono abbastanza simili a quelle incontrate a Caraval: infatti, questa nuova edizione dello spettacolo più magico che ci sia si tiene a Valenda, la capitale. Questa volta ho avuto la sensazione di addentrarmi in uno spettacolo molto più inquietante e oscuro, che mi ha letteralmente fatta rimanere con il fiato sospeso per 400 pagine. Come sempre la Garber è bravissima a non farci capire in che direzione vuole andare la trama, confondendo noi e la protagonista con mille tranelli. E' vero, forse qualche buco di trama ho avuto il sentore di percepirlo, ma la narrazione rimane comunque così intricata e serrata che semplicemente ce ne scordiamo man mano che proseguiamo a leggere!

Una nota di merito speciale va alla protagonista di questo secondo volume: Donatella. In Caraval l'avevo percepita come un personaggio un po' sciocco ed egoista, tuttavia mi sono dovuta ricredere completamente. Del primo volume ciò che mi ha convinta di meno è stata proprio la protagonista, Rossella, che ho trovato davvero troppo sentimentale e drammatica in certi momenti. Donatella invece è una maledetta calcolatrice che vuole a tutti i costi la riuscita del suo piano, seppur sotto si dimostra essere un personaggio compassionevole e con spirito di sacrificio.
Altra nota positiva va al triangolo amoroso, che solitamente aborro con tutta ma stessa, ma che sta volta mi ha davvero presa tanto da non sapere davvero per chi fare il tifo! Dante è un po' il tipico tizio misterioso con un oscuro passato, ma pronto a salvare Donatella dai molti pasticci in cui si caccia. Jacks invece è... beh per la maggior parte del libro sembrerebbe essere più il cattivo della storia, e non sono nemmeno sicura che alla fine non lo sia, però che ci volete fare? A me i bad boys col cuore di ghiaccio non dispiacciono!
In tutto ciò, Rossella e Julian non spariscono, ma li ho trovati davvero sottotono rispetto al primo romanzo. Capisco questo non fosse incentrato su di loro, ma, non lo so, sono stati un po' troppo delle macchiette sullo sfondo che facevano i fidanzatini litigiosi.

Oggi non vedo l'ora di iniziare a leggere Finale perché sono davvero curiosa di sapere come finirà questa serie su cui avevo davvero poche aspettative, ma mi sono dovuta completamente ricredere. Voi avete letto Caraval? Quale delle due sorelle Dragna preferite?




lunedì 27 luglio 2020

Crescent City. La Casa di Terra e Sangue - Sarah J. Maas

13:49 2
Buongiorno a tutti! Dopo una lunga e accurata riflessione, ho scritto questa recensione. Prima che leggiate questa recensione ho due rosse premesse da farvi:
   1. Della Maas ho letto solo Il Trono di Ghiaccio, che non era male, ma null'altro
   2. Non amo il genere trash
   3. Questa recensione conterrà parolacce (non tutte mie, eh)
Bene, ora che siete stati avvertiti, partiamo!

La casa di terra e sangue. Crescent City: Amazon.it: Maas, Sarah J ...Titolo: La Casa di Terra e Sangue (Crescent City #1)
Autore: Sarah J. Maas
Editore: Mondadori
Data di uscita: 14 luglio 2020
Pagine: 708
Trama: Ventitré anni, mezza Fae e mezza umana, Bryce Quinlan ha una vita perfetta: di giorno lavora in una galleria d'arte e di notte passa da una festa all'altra, senza problemi e senza preoccupazioni. Quando però una brutale strage scuote profondamente Crescent City, la città in cui vive, e Bryce perde una persona a lei molto cara, il suo mondo crolla in mille pezzi lasciandola disperata, ferita e molto sola. Adesso non cerca più il divertimento, ma un oblio in grado di farle dimenticare i terribili fatti che hanno cambiato la sua vita per sempre. Due anni dopo l'imputato è finalmente dietro le sbarre ma i crimini ricominciano e Bryce è decisa a fare tutto il possibile per vendicare quelle morti. Ad affiancarla nelle indagini arriva Hunt Athalar, un famoso angelo caduto, prigioniero degli arcangeli che lui stesso aveva tentato di detronizzare. Le sue grandi capacità e la sua forza incredibile sono utilizzate all'unico scopo di eliminare i nemici del suo capo. Quando però si scatena il caos in città, Hunt riceve una proposta irrinunciabile: aiutare Bryce a trovare l'assassino e riconquistare, in cambio, la sua libertà. Quando Bryce e Hunt cominciano a scavare in profondità nel ventre di Crescent City, scoprono un potere terrificante e oscuro che minaccia tutto e tutti, e vengono travolti da una passione irrefrenabile, che potrebbe renderli entrambi liberi, se solo lo volessero. Il dolore della perdita, il prezzo della libertà e il potere dell'amore sono i temi principali de "La casa di terra e sangue", il primo romanzo di questa serie fantasy di Sarah J. Maas, che mescola romanticismo e suspense.

Valutazione
Recensione:
La Casa di Terra e Sangue è il primo volume  di una trilogia (per ora è edito solo il primo) fantasy per adulti scritta da Sarah J. Maas. 
Partiamo dall'ambientazione: non mi ha convinta per nulla. Ho avuto bisogno di avere degli schemini per capire chi fosse cosa. Angeli, fae, demoni, principi degli Inferi, arcangeli, folletti, creature marine, vampiri, mutaforma di tutti i tipi e chi più ne ha, più ne metta. Sappiamo solo che un giorno si sono trovati tutti insieme sulla Terra, passando attraverso dei portali che collegano la Terra ad altri punti dell'universo... quindi, tecnicamente, sono tutti alieni? 
A pare Crescent City e forse la capitale, non sappiamo niente di questo nuovo mondo chiamato MidgardE a tal proposito, voglio fare un appello riguardo i riferimenti ai Romani: cari autori americani, smettetela. Non sapete nemmeno dove sta Roma a momenti, evitate di fare citazioni e riferimenti ad una storia e una cultura che non conoscete, perché si vede.
Insomma, il world building pressoché inesistente e la miriade di personaggi di tutti i tipi, hanno un po' appesantito la lettura delle prime 200 pagine, ma non è stato questo il problema principale.

hunt athalar | Tumblr
A cosa passiamo ora? Personaggi? Raghi, a me fa ridere (ma al limite del pianto) quando TUTTI i personaggi sono abbronzati e fisicati. Non ci posso far nulla. La protagonista, Bryce, è talmente gnocca e simpatica e carismatica che TUTTI i personaggi maschili se la vogliono bombare. Non importa se poi, in sporadici momenti del libro, viene fuori che le persone di sangue misto sono trattate quasi peggio degli umani; a Crescent City i "mezzosangue" vanno a prostituirsi per vivere, ma Bryce no, lei è perfetta e tutti la vogliono perché è troppo figa. 
Ok, non voglio stroncare questo libro, so che a molti il genere piace, ma a me no e certe cose le ho trovate al limite del ridicolo. Come ad esempio questa visione edulcorata dell'abuso di alcol e stupefacenti. O le cinquanta metafore diverse per descrivere peni, culi e addominali (che ci vengono fatti notare costantemente! Mi chiedo se sia possibile essere così arrapati ad ogni ora del giorno). O la gente che geme o ringhia ogni tre frasi. Questo per me non è solo trash, ma proprio cringe. Non fatemi parlare poi degli "stronzi alfa", perché è difficile prendere seriamente la tua critica quando tutti i tuoi personaggi maschili si comportano così. 

A chi tocca ora? La trama! Qui ho un MA grosso come una casa: sì, la maggior parte del libro ha rischiato di farmi incastrare le orbite oculari all'interno del cranio, MA il ritmo filava in modo incredibile. Riuscivo a leggermi almeno un centinaio di pagine al giorno nonostante tutti gli impegni giornalieri e questa è una nota di merito che devo concedere alla Maas. In più, il mistero di fondo un po' creepy sugli omicidi degli amici di Bryce mi attirava. Peccato che poi l'intera trama finisca giù per uno sciacquone, quando l'inspiegabile si spiega con... rullo di tamburi... LA FORZA DELL'AMORE!
Ed io ero tipo:

mickey mouse animated GIF | Mickey, Mickey mouse, Mickey and friends

Ragazzi, non mi odiate. Lo so che la Maas piace ad un sacco di gente, ma a me questo libro proprio non è piaciuto e non solo perché il trash non lo apprezzo molto (la Armentrout è bannata dalla mia libreria, ad esempio), ma perché era proprio costruito male oltre che a far passare come normali degli atteggiamenti autolesionisti pericolosi. 
Non penso andrò avanti con la serie, ma chissà, magari sbatto la testa e cambio idea. In ogni caso, nonostante questa cocente delusione, voglio ancora dare una possibilità a La Corte di rose e Spine, che ancora devo leggere. Magari non la leggerò subito, ecco.

Bene, concludo qui. Perdonate la mia recensione cattiva, sono aperta ad ogni critica/discussione e so perfettamente che certe cose che a me infastidiscono ad altri piacciono, ci mancherebbe. Quindi fatemi sapere nei commenti che ne pensate e se avete intenzione di leggere Crescent City 💙

Nanw.

venerdì 3 luglio 2020

Legend - V. E. Schwab

13:00 0
Buondì! Tra lo studio delle varie malattie monogeniche (esame allegro), ho trovato un attimino di tempo per scrivere, prima che me ne dimentichi, la recensione di Legend, secondo libro della serie Shades of Magic di V.E. Schwab. Come avrete notato dalla lunga lista di libri della Schwab nella mia TBR, mi sto davvero innamorando di questa autrice e non vedo l'ora di mettermi in pari quest'estate!
Ovviamente la recensione potrebbe contenere spoiler sul primo volume, Magic, di cui trovate la recensione spoiler free qui.

Titolo: Legend (Shades of Magic #2)
Autore: V.E. Schwab
Editore: Newton Compton
Data di uscita: 11 Ottobre 2018
Pagine: 512
Trama: Dopo la Notte Nera, una nuova minaccia incombe su Londra Grigia, Londra Bianca e Londra Rossa.
Sono passati quattro mesi da quando Kell ha trovato la pietra nera. Quattro mesi da quando ha incrociato il suo cammino con quello di Delilah, Rhy è stato ferito e i terribili gemelli Dane sono stati sconfitti. Ma, soprattutto, quattro mesi da quando la terra ha inghiottito il corpo di Holland insieme alla pietra, trascinandoli per sempre a Londra Nera. Le vite di Rhy e Kell ora sono indissolubilmente legate: se Kell muore, muore anche Rhy. Di notte, gli incubi perseguitano Kell con le immagini vivide degli eventi magici che si sono susseguiti e con il ricordo di Lila, sparita come era sua intenzione sin dall’inizio. Intanto, mentre a Londra Rossa fervono i preparativi per i Giochi degli Elementi, una competizione magica internazionale, un’altra Londra si sta lentamente risvegliando. Come un’ombra che, invece di dissolversi al mattino, accresce la sua oscurità, Londra Nera sta nuovamente interferendo con l’equilibrio magico. E per ripristinare l’ordine è necessario che un’altra Londra cada…

Valutazione
Recensione:

Set of 4 ADSOM Character Cards by Monolime – Luminary BoxBene, bene, da dove incominciamo? Beh, come potrete vedere, la valutazione è aumentata rispetto a Magic, visto che finalmente la storia di fondo inizia a delinearsi e darci un'anticipazione sul terzo e ultimo libro. La magia tornerà a farsi viva, e con essa anche la presenza inquietante di Londra Nera, il tutto sullo sfondo degli Essen Tasch, la più grande manifestazione magica che si tenga a Londra Rossa.
Ecco, forse l'unico punto a sfavore che mi ha fatto togliere una stellina è la lentezza iniziale in cui ancora ci vengono presentate molte cose e forse avrei preferito un inizio col botto che ti prendesse dalle primissime pagine, visto che Magic è praticamente un libro d'introduzione.
Dopo le prime 200 pagine, il ritmo diventa incalzante e sa prendere, fino ad arrivare agli ultimi capitoli che ti lasciano col fiato in sospeso, grazie anche al finale cliffhanger (grazie Victoria, ti perdoniamo, dai). Se non fosse che l'ultimo libro ha più di 600 pagine e io devo trovare anche il tempo di studiare nell'arco della giornata, lo avrei sicuramente già iniziato visto come ci sono rimasta alla fine di questo.

The Cruel Prince – NJG Entertainment.comMa passiamo ai personaggi, che per me sono davvero il punto forte di questo libro
Finalmente ho iniziato a shippare forte Kell e Lila! La Schwab mi ha tirata scema per un sacco di pagine con questi quasi incontri e io ogni volta supplicavo perché si scambiassero uno sguardo, due parole, un bacio, qualcosa insomma, qualsiasi cosa! E' stata dura, ma l'attesa ne è valsa la pena e io finalmente posso shippare come attendevo da tempo.
In più, oltre alla coppia in sé, devo dire che in questo libro sono riuscita ad apprezzare molto di più Kell e Lila anche singolarmente. Finalmente li vediamo nelle loro insicurezze e cedimenti. Kell e Lila non sono veri e propri eroi, tengono a poche persone e hanno davvero un brutto caratteraccio, seppur in modi diversi, tuttavia in questo volume mi sono risultati davvero umani e ho potuto provare molta empatia, soprattutto nei confronti di Kell; puoi sentire il suo strazio, cosa prova a non sentirsi mai veramente a casa o veramente libero. Davvero una riscoperta.
E a proposito di riscoperte, finalmente entriamo un po' nella testa di Rhy, il quale mi aveva incuriosita molto nel primo libro e in questo second si riconferma come personaggio più carismatico, anche se forse in quanto a fascino la potrebbe battere la nuova entrata in scena, il capitano Alucard Emery. 😏

Insomma, questa serie mi sta piacendo sempre di più, sia per ambientazioni che per personaggi, e davvero non vedo l'ora di finire questo maledetto esame per immergermi nelle 600 pagine di Dark e scoprire come finirà quest'avventura!

Nanw.

sabato 20 giugno 2020

The Fallen Kingdom - Elizabeth May

13:00 2
Buondì! Ed eccoci alla conclusione della settimana "Promuoviamo la serie The Falconer perché se lo merita" con l'ultimo volume, The Fallen Kingdom. Ovviamente SPOILER per chi non avesse letto i due libri precedenti, di qui trovate le recensioni qui: The Falconer, The Vanishing Throne.

Titolo: The Fallen Kingdom (The Falconer #3)
Autore: Elizabeth May
Editore: Chronicle Books Llc
Data di uscita: 15 giugno 2017
Pagine: 320
Trama: Aileana Kameron, resurrected by ancient fae magic, returns to the world she once knew with no memory of her past and with dangerous powers she struggles to control. Desperate to break the curse that pits two factions of the fae against, her only hope is hidden in an ancient book guarded by the legendary Morrigan, a faery of immense power and cruelty. To save the world and the people she loves, Aileana must learn to harness her dark new powers even as they are slowly destroying her.
Packed with immersive detail, action, romance, and fae lore, The Fallen Kingdom brings the Falconer's story to an epic and unforgettable conclusion.


Valutazione
Recensione:
In questi mesi ho avuto la brutta tendenza ad iniziare serie senza mai concluderle e devo dire che è stata una cavolata. Avevo proprio bisogno di tirare i fili di un racconto e The Fallen kingdom ha tirato i fili giusti per far contento il mio cuoricino. Non nego che ci siano stati dei cliché un po' banalotti e delle mosse prevedibili, però tutto sommato il libro mi è davvero piaciuto ed è stato in grado di dare una degna conclusione all'intera trilogia.
Lei è la ragazza il cui dono è il caos. Dovunque vada, porta la morte con sé.
Il libro riprende da dove ci aveva lasciati: Aileana è morta, ma grazie ai poteri della Cailleach è tornata in vita per rubare il Libro della Morrigan, la sorella della prima Cailleach, e salvare così Kiaran e Aithinne dalla loro maledizione.
Dunque, in questo ultimo capitolo avremo modo di incontrare un nuovo villain, IL villain finale, la Morrigan, che con i suoi biechi trucchi e inganni cercherà di far cedere Aileana e i suoi compagni a farsi dare il Libro per uscire dalla sua prigione. Dunque, una nuova avventura, ma sempre interconnessa con ciò che ha preparato The Vanishing Throne nei suoi capitoli finali.

Come avrete già intuito, questo è stato il libro che più ho preferito dell'intera serie. Il ritmo è molto sostenuto e i colpi di scena si susseguono in quest'ultimo capitolo, fino ad arrivare all'epico e commovente finale che vi lascerà con gli occhi a cuoricini. Sì, perché Aileana e Kiaran sono la mia OTP, ma ammetto che non solo loro mi hanno fatto chiudere questo libro con un sorriso.
Che voi ci crediate o no, penso che in questo libro il personaggio che più mi è piaciuto sia stata Sorcha. Un'evoluzione così complessa e ben fatta non la vedevo da tempo, ed Elizabeth May ci è riuscita alla grande con questo personaggio che tutti noi odiavamo nei primi due libri, ma che non possiamo fare a meno di rivalutare in quest'ultimo. 
I personaggi rimangono il punto forte di questa serie: non eroi senza macchia e senza paura; ognuno di essi si confronta giornalmente con la necessità di non perdersi nella tentazione di diventare dei mostri, ma di cercare, nonostante il dolore e le sofferenze, di rimanere umani, buoni e compassionevoli.

"Hai presente quelle storie dove l'eroe solitario salva il mondo?" Chiedo. "Hai mai notato che non parlano di cosa succede se l'eroe fallisce?"
Dunque ragazzi, non so davvero come altro dirvelo: leggete The Falconer, non ve ne pentirete! E shame on you Sperling & Kupfer per non aver finito di pubblicare in Italia questa bellissima saga!

Nanw.

mercoledì 10 giugno 2020

Anteprima Città di Ottone - S.A. Chakraborty

13:00 0
Ecco a voi in anteprima la recensione di La Città di Ottone in uscita per Oscar Vault il prossimo 16 giugno. Il libro doveva uscire ieri, ma, come sta succedendo ad un sacco di altri titoli, l'uscita è stata posticipata.

Titolo: La Città di Ottone (Daevabad #1)
Autore: S. A. Chakraborty
Editore: OscarVault Mondadori

Data di uscita: 16 giugno 2020
Pagine: 528
Trama: EGITTO, XVIII SECOLO. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un'abile guaritrice e di saper condurre l'antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori.
Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all'interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L'arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli.

Valutazione

Recensione:
nat 🌱 on Twitter: "i'm in the middle of finals but i love the city of brass too much to not join @SAChakrabooks #thecityofbrassfanart… "La Città di Ottone è il primo romanzo di una trilogia fantasy molto particolare. Infatti il libro è ambientato tra l'Egitto e l'India, e trae spunto dalle numerose leggende e miti di quei posti. Un esempio ne sono i jinn, creature magiche e immortali, finché non furono banditi in corpi umani da Solimano secoli prima.
L'ambientazione penso ce sia stata la parte che più mi è piaciuta e che più mi ha dato problemi, in tutta onestà. Ero davvero curiosa di immergermi in un mondo nuovo di cui non avevo mai letto nulla e, nonostante l'Italia non sia così lontana da queste terre, mi sono resa conto di saperne davvero poco di queste culture. E forse è stato questo un po' il mio problema iniziale: per 200 pagine c'è stata molta confusione perché molti termini mi risultavano nuovi e sconosciuti. Col proseguire della storia, però, inizi a prenderci la mano e la mitologia viene delineata meglio. Bisogna solo resistere a quelle prime 200 pagine di confusione.

Anche la narrazione ne risente abbastanza in queste prime 200 pagine, soprattutto nei capitoli narrati dal POV di Ali che mi sono risultati abbastanza lenti e pesanti, ma appena dopo la metà del libro il ritmo si velocizza molto e la questione si fa interessante. Ho apprezzato i colpi di scena finali, alcuni dei quali mi hanno davvero sorpresa e invogliata a proseguire la serie. Eh sì, perché se avete intenzione di leggere La Città di Ottone dovrete prepararvi ad un epilogo di quelli che ti fa appoggiare il libro e gridare "WHAAAT??"
Oltre a forti colpi di scena, durante tutta la narrazione possiamo notare numerosi spunti di riflessione che l'autrice vuole mostrarci: infatti la bellissima città di Daevabad è lo sfondo di lotte sanguinarie tra diverse tribù di jinn e tra jinn e shafit, persone nate dall'unione di uomini e jinn, e ritenute da quest'ultimi cittadini di seconda categoria, una vergogna per la razza dei jinn. Tuttavia il discorso è molto più complesso di così.

City of brassMa parliamo ora dei personaggi. Nahri è quella che ho apprezzato di più: è determinata, testarda e sa ciò che vuole. Inoltre ha quel pizzico di sarcasmo che sa farti ridere mentre leggi il suo POV. Affianco a lei troviamo spesso il daeva Dara, personaggio inizialmente un po' stereotipato, ma con una buona evoluzione man mano che si scopre di più della sua storia, tanto da farlo diventare uno di quei bei personaggi grigi che a me piacciono tanto.
L'altro POV all'interno del libro è quello di Ali, il figlio del re dei jinn. Non ho amato particolarmente Ali, devo essere onesta. Spesso lo trovavo troppo bigotto e un po' immaturo, soprattutto per le situazioni in cui si caccia. I suoi POV hanno iniziato a diventare un po' più interessanti verso la fine del libro, ma spero che ci sia un'evoluzione ulteriore del personaggio nei prossimi libri, perché per ora non mi ha convinta molto.

Come primo libro, La Città di Ottone ha soddisfatto le mie aspettative, quindi se volete immergervi in una lettura un po' alternativa e scoprire una mitologia nuova per i fantasy, allora penso che questo libro faccia per voi!
Intanto io ho già preordinato la versione cartacea edita da Oscar Vault perché sembra bellissima (i bordi colorati mi fanno impazzire!!) e, visto il super punteggio che ho dato a questo libro, di certo non può mancare nella mia libreria! 😉
Se siete curiosi di leggere La Città di Ottone, potete acquistarlo tramite il link qui sotto:



Nanw.


venerdì 22 maggio 2020

Regina Rossa - Victoria Aveyard

16:32 0
Ciao a tutti! Oggi partiamo con la recensione di Regina Rossa di Victoria Aveyard. Ho letto questo libro ormai un paio di settimane fa e purtroppo mi sono lasciata prendere da altre letture e recensioni e ho accantonato un po’ questa, quindi spero di ricordare tutto quello che devo dire. Onestamente mi aspettavo di più; insomma, c’è anche un’edizione speciale bellissima (che ovviamente ho comprato perché mi faccio sempre tentare dalle edizioni speciali bellissime), però alla fine non mi è sembrato al di sopra di tanti altri del genere, anzi. Ma ora vi spiego meglio.

Titolo: Regina Rossa (Red Queen #1)
Autore: Victoria Aveyard

Editore: Mondadori

Data di uscita: 1 giugno 2015
Pagine: 432
Trama: Il mondo di Mare Barrow è diviso dal colore del sangue: rosso o argento. Mare e la sua famiglia sono Rossi, povera gente, destinata a vivere di stenti e costretta ai lavori più umili al servizio degli Argentei, valorosi guerrieri dai poteri sovrannaturali che li rendono simili a divinità. Mare ha diciassette anni e ha già perso qualsiasi fiducia nel futuro. Finché un giorno si ritrova a Palazzo e, proprio davanti alla famiglia reale al completo, scopre di avere un potere straordinario che nessun Argenteo ha mai posseduto.

Valutazione
Recensione:
Ci troviamo in un regno imprecisato nel futuro (?), dove la popolazione si suddivide in Rossi, ovvero le persone con sangue rosso che non hanno alcun tipo di potere, e Argentei, che rappresentano l’aristocrazia e la fetta più ricca e benestante della popolazione grazie allo status acquisito con i loro poteri. In questo mondo non c’è molta giustizia per i Rossi, e Mare Barrow, la nostra eroina, lo sa benissimo essendo una di loro. Se non che, un fatidico giorno, Mare scopre di avere anche lei dei poteri, addirittura più potenti di quelli dei comuni Argentei. Dunque, la famiglia reale la costringe a vivere a palazzo e fingere di essere un Argentea al fine di non fomentare la ribellione dei Rossi e continuare a far credere agli Argentei della corte che sia tutto normale.

Bene, partiamo dall’ambientazione. Non dico che fosse inesistente, però era abbastanza lacunosa e non potevi fare a meno di porti un sacco di domande. Del tipo: esattamente dove siamo? In un modo inventato o nel nostro mondo ma in un ipotetico futuro? E queste persone con sangue argento e super poteri alla x-men da dove sono saltati fuori? Non pretendo un trattato scientifico, ma se proprio non sai spiegartelo, inventati una misteriosa perdita di documentazione e spiegazioni a riguardo, bo, ci si inventa un espediente di qualche tipo. E invece poi la Aveyard ci prova a darci una spiegazione scientifica del potere di Mare: una mutazione che tutti i nuovi Rossi-magici hanno in comune (e trovano facilmente nonostante non sappiano niente del perché ci siano persone col sangue argento, ok). Ecco, sarò petulante io perché le mutazioni sono il mio pane quotidiano, però proprio non li sopporto i libri, le serie tv o i film che provano a spiegarmi tutte le cose strane in una persona con una singola banale mutazione. Ah ah. No, non funziona così.

Ma questa non è la cosa che più mi ha fatto storcere il naso, ci sarei anche passata sopra senza troppi problemi; dopotutto capisco che un trattato di genetica in un libro di narrativa non sia il massimo e semplificare è meglio per tutti. No, per me il problema sono stati i personaggi. Tutti delle macchiette di contorno a Mare, talmente poco caratterizzati che l’autrice ha persino potuto cambiare COMPLETAMENTE l’atteggiamento di uno di questi. Io capisco che tu voglia fare un magico plot twist che ci lasci tutti di stucco, ma non accetto che sia a discapito della caratterizzazione dei personaggi. Mettiamo anche che uno sia un manipolatore nato, ci deve essere qualcosa, un segno, che faccia intuire qualcosa al lettore. E invece no, una metamorfosi.
Mare era ok, a volte mi sono anche sentita di farle un appluso. Tuttavia, per quanto riguarda tutti gli altri, sono sicencera, a distanza di due settimane neanche mi ricordo i nomi.

Non so se continuerò la serie. Potrei farlo per vedere dove andrà a parare e se i personaggi verranno approfonditi un po' meglio. Di sicuro Spada di Vetro non è nella mia lista delle prossime letture, però non si sa mai che un giorno mi venga la curiosità.
Voi avete letto questa serie? Mi consigliate di proseguire o rischio di ritrovare le stesse problematiche anche nei libri successivi?

Clicca qui per acquistare il libro
Nanw.

martedì 19 maggio 2020

La Nona Casa - Leigh Bardugo

13:00 0
Ciao a tutti! Oggi finalmente recensirò per voi La Nona Casa di Leigh Bardugo, l'ultimo romanzo uscito di questa fantastica autrice. 


Titolo: La Nona Casa (Alex Stern #1)
Autore: Leigh Bardugo
Editore: Mondadori
Data di uscita: 5 maggio 2020
Pagine: 420
Trama: Galaxy "Alex" Stern è la matricola più atipica di tutta Yale. Cresciuta nei sobborghi di Los Angeles con una madre hippie, abbandona molto presto la scuola e, giovanissima, entra in un mondo fatto di fidanzati loschi e spacciatori, lavoretti senza futuro e di molto, molto peggio. A soli vent'anni, è l'unica superstite di un orribile e irrisolto omicidio multiplo. Ma è a questo punto che accade l'impensabile. Ancora costretta in un letto d'ospedale, le viene offerta una seconda possibilità: una borsa di studio a copertura totale per frequentare una delle università più prestigiose del mondo. Dov'è l'inganno? E perché proprio lei? Ancora alla ricerca di risposte, Alex arriva a New Haven con un compito ben preciso affidatole dai suoi misteriosi benefattori: monitorare le attività occulte delle società segrete che gravitano intorno a Yale. Le famose otto "tombe" senza finestre sono i luoghi dove si ritrovano ricchi e potenti, dai politici di alto rango ai grandi di Wall Street. E le loro attività occulte sono più sinistre e fuori dal comune di quanto qualunque mente, anche la più paranoica, possa immaginare. Fanno danni utilizzando la magia proibita. Resuscitano i morti. E, a volte, prendono di mira i vivi.


Recensione:
Ok. Allora, la prima primissima cosa da cui partire è: QUESTO ROMANZO NON E' UNO YA. Ho visto su Goodreads un sacco di recensioni abbastanza negative per le scene descritte e le ambientazioni un po' macabre e, onestamente, se sei sensibile e scegli di leggere un libro senza nemmeno informarti, beh, la colpa è solo tua. Ma chiudiamo qui questa polemica contro l'utenza di Goodreads.
La Nona Casa è un romanzo paranormal-horror ambientato alla prestigiosa Yale, dove la nostra protagonista, Alex Stern, si ritrova ad investigare sulle otto Case del Velo, società segrete che, grazie alla magia, controllano le sorti del mondo. I famosi "poteri forti", insomma. 
"Pensa alla magia come un fiume. I nexus sono i punti in cui l'energia forma dei mulinelli, ed è questo che permette ai riti delle società di funzionare con successo."

 Partiamo da quello che per me è stato bene o male l'unico punto critico: l'ambientazione. Vi giuro, nelle prime 200 pagine mi sentivo completamente persa. Non so se sia per la mia mancanza di orientamento o immaginazione, ma ho avuto come la sensazione di ricevere la descrizione di un luogo in cui non sono mai stata da parte di una persona che ci vive da sempre. Ed effettivimente la Badugo a Yale ha studiato, quindi può essere che si sia lasciata prendere la mano dalle descrizioni. Aggiungici poi che di capitolo in capitolo si saltava in due punti temporali diversi, narrati dal punto di vista di due personaggi diversi. Caos. Però, devo dire che dopo un po' ti ci abitui e il romanzo inizia a scorrere bene senza troppi intoppi, senza risultare mai banale o scontato.
"La maggior parte dei libri che leggeva o dei telefilm che guardava dicevano che andava benissimo essere diversi. La diversità era fantastica! Se non che nessuno era diverso proprio come lei."

Rattler Galaxy (Alex) Stern - “Ninth House” by...
Parliamo ora dei personaggi. Alex è stato un pesonaggio sorprendente. Non pensavo sarei riuscita ad entrare in empatia con lei inizialmente, eppure è stata capace di raccontare la sua storia in maniera così toccante da farti capire i suoi sentimenti, le sue paure e i suoi rimpianti, ma soprattutto il suo desiderio di ricominciare nel modo giusto e, finalmente, di dare un senso a questo mondo, di dargli giustizia. La sua vita non è stata facile, tutto a causa della sua strana capacità di vedere i morti, anche detti i Grigi. Come vi ho accennato prima, ci sono delle scene davvero forti e turbanti in questo libro, sprattutto quand si viene a sapere di più sul passato di Alex, quindi, se siete facilmente impressionabili o sensibili a certi argomenti, lasciate stare. Per me queste parti sono state fondamentali per rendere credibile la storia e per farla entrare più a fondo nella mia mente. Per una volta non sono solo le cose immaginarie o fantastiche a fare paura, anzi, le parti più spaventose sono quelle reali, perché sai che succedono ogni giorno da qualche parte, e fanno rabbia e vorresti giustizia, proprio come la vuole Alex.
Per quanto riguarda gli altri personaggi, ritengo che, nonostante l'importante presenza di Alex, nessuno di loro risulti sminuito. Sono davvero curiosa di sapere di più di Darlington, visto che, per motivi di trama che non vi spoilererò, non ci è dato sapere.

In conclusione, mi sento davvero di consigliarvi questo libro se siete amanti del genere (ragazzi, è piaciuto a Stephen King, che altro vi posso dire??). Il secondo libro purtroppo è atteso negli Stati Uniti per primavera del 2021, quindi ci sarà da aspettare un sacco a meno che la Mondadori non sia così gentile da pubblicarlo in contemporanea anche in Italia (vi prego vi prego vi prego)... Bene, ora che l'ho buttata là, me ne vado!



Nanw. 

venerdì 12 dicembre 2014

Giulietta prega senza nome - Elena Torresani

Titolo: Giulietta prega senza nome
Autore: Elena Torresani
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo: 13,00 euro
Copertina: 7/10, ha il suo fascino.



Trama: Giulietta nasce nel 1972, grazie a una indigestione di fichi. All’interno di una famiglia matriarcale, cerca di costruire la sua identità di donna in una stagione, quella degli anni ’80, fortemente orientata all’adesione e all’appartenenza.

Dopo aver perso tempo dietro un lavoro senza senso, uomini inadeguati e notti vissute al limite, Giulietta deve ricominciare tutto da capo.
Affronta un lento percorso di introspezione e, grazie anche alla famiglia, al suo cane Virgilio e alle vecchie amicizie, ritrova l'equilibrio interiore smarrito.
Quando il cerchio sembra chiuso, scopre la malattia: scippata del suo futuro, sente l'esigenza di motivare la sua esistenza.
Inizierà così un viaggio tra i malati terminali, per poter scegliere l'accanimento terapeutico o il rifiuto delle cure, arrivando a prendere una decisione consapevole. Lo farà, accompagnata dalle sue preghiere per un dio senza nome.




Valutazione

Recensione:

Avete presente il senso di leggerezza che vi da un chick-lit?
Sapete, uno di quei romanzi ironici e accattivanti con la cui protagonista ci si relaziona all'istante.

Avete presente le domande che vi lascia addosso uno di quei romanzi sulla vita? Uno di quei libricini intrisi di domande e riflessioni sul mondo, sui sogni, sulle speranze.

Questo libro è entrambe le cose. 
Non chiedetemi come sia possibile, ma questo romanzo ha in se la leggerezza della piuma e la pesantezza della pietra. E' un mix perfetto di sorrisi ed emozioni, che ti rimangono appiccicati addosso come colla, non diversamente dalle domande che ti obbliga a porti, che mi vagabondano ancora nella testa.



'Non sono mai stata all'altezza dei miei sogni. 
Difficilmente quello che ho desiderato era veramente ciò che faceva per me.
[...] Non sono mai stata tenace né forte, e sono due mancanze insormontabili per una persona che è costantemente assetata: morirà di sete e nutrendo poca stima di se stessa.'


Ho, A DIR POCO, adorato la protagonista. E l'ho odiata. Forse perché ci assomigliamo troppo.
Come ho detto, è difficile non entrare in empatia con Giulietta, dato che c'è un pò di lei in tutte noi donne.
Leggere della sua vita, però, è stato come leggere me stessa. In questo libro ho trovato il mio passato, il mio presente, alcuni dei miei ideali, alcune della mie ambizioni.
E qualcosa mi dice, che ho letto anche di ciò che mi aspetta il futuro (non mi riferisco alla malattia, badate bene).





Elena Torresani non ha paura di far sentire la propria voce, che si fa strada, tagliente, fra le righe.
Credo ci sia molto di lei in questo libro e penso che chiacchierarci potrebbe essere davvero stimolante (magari davanti ad una bella tazza di thè con biscotti al burro *__*).
O forse mi piace sperarlo.
Beh, spero sempre che ci sia qualche altro matto idealista che potrebbe capirmi al mondo. Però ho trovato Giulietta, il che è un gran passo avanti... Anyway.

Se dentro di voi avete almeno un pizzico del sognatore sperduto... Questo libro fa per voi.
Vi incasinerà. Distruggerà una manciata delle vostre prospettive. Sgonfierà un tantino le vostre aspettative.
Ma, alla fine, vi darà uno spintone sulla giusta strada:

'Domandatevi cosa vi rimproverereste di non aver fatto se doveste morire tra un mese: alzatevi e fatelo.'


Quindi, comprate e leggetene tutti: sostenete i romanzi italiani che valgono (invece che comprare Moccia).



P.S. Date un occhiata al blog della scrittrice 
QUI.