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lunedì 17 novembre 2014

Chi è Mara Dyer - Michelle Hodkin

16:32 10
Ciao lettori e buon inizio settimana a tutti! Finalmente è arrivato il momento di parlarvi di uno dei miei libri preferiti, Chi è Mara Dyer di Michelle Hodkin. Il romanzo si potrebbe definire un misto tra thriller, paranolmal e romance ed è il primo di una trilogia già conclusa negli Stati Uniti lo scorso 4 novembre (in Italia il terzo libro è ancora inedito).
Siccome amo questo libro, state pronti ad una recensione chilometrica!

Titolo: Chi è Mara Dyer
Autore: Michelle Hodkin
Prezzo: 16,00 euro (copertina rigida)
Data di pubblicazione: 19 giugno 2012

Trama: 
Era solo un gioco. Eppure Mara non voleva partecipare alla seduta spiritica con le sue amiche Rachel e Claire. Sei mesi dopo, Mara si risveglia dal coma in una stanza di ospedale. E le sue amiche sono morte. Cos'è successo quella notte al manicomio abbandonato? Perché Mara è l'unica sopravvissuta? Orribili allucinazioni iniziano a perseguitarla e un dubbio si insinua nella sua mente: e se fosse stata lei a causare quelle morti, come aveva predetto la seduta spiritica? L'incontro con il turbolento, bellissimo Noah potrebbe essere la sua salvezza o la sua definitiva condanna. Perché anche Noah ha un segreto, legato al grande mistero che la tormenta: chi è Mara Dyer?


Valutazione
Recensione:

Ho scoperto questo libro quasi per caso qualche anno fa mentre spulciavo per la prima volta la libreria di iTunes e insieme ad Alice In Zombieland è stato una delle mie migliori scoperte.
Chi è Mara Dyer ha tutto ciò che ho sempre cercato in un libro: azione, suspense, una storia d'amore non troppo sdolcinata e qualche dettaglio horror. 
Come dicevo nella scorsa Weekly Recap, rileggere questo libro mi è stato molto utile per comprendere questioni che non avevo considerato abbastanza in una prima lettura; ora così posso parlarvene consapevolmente e posso anche leggere (finalmente) il terzo e ultimo libro senza troppi buchi di memoria.

Distolsi lo sguardo e riuscii perfino a sorridere.
Anche Claire sorrise. Rachel infilò il DVD e spense le candele.
Sei mesi dopo erano morte tutte e due.
Mara Dyer (un nome, un programma visto che Dyer assomiglia a "die", "morire") è una ragazza solitaria che ama disegnare e ha subito un grave shock dopo la morte delle sue amiche e del suo ragazzo nel crollo di un edificio abbandonato. Dopo questo avvenimento traumatico, tutto ciò che Mara desidera è andarsene e ricominciare da capo, ma qualcosa glielo impedisce. Tra visioni inquietanti e avvenimenti impossibili, Mara durante tutta la storia vivrà nel dubbio di essere pazza. Questo elemento è forse uno dei più riusciti del romanzo, perché fino alla fine (e anche dopo, forse) rimani sempre con il dubbio che ciò che stai leggendo non avvenga realmente, ma soltanto nella testa di Mara, causandoti lo stesso panico che vive anche la protagonista. A molti Mara non è piaciuta come personaggio perché definita "troppo piagnucolosa" o "troppo egoista". Personalmente l'ho trovata tutto tranne che piagnucolosa, considerando il fatto che è l'unica sopravvissuta ad un incidente tremendo e tutto ciò che deve affrontare anche dopo quell'avvenimento. Per quanto riguarda l'essere egoista, questa è una parte del carattere di Mara che forse me l'ha fatta apprezzare ancora di più: lei NON è un'eroina, il suo obiettivo non è quello di andare in giro a salvare le persone, è semplicemente una ragazza segnata dagli eventi che deve cercare di convivere con una rivelazione (spoiler:i suoi poteri) fin troppo grande per qualsiasi adolescente.
Non ero pazza.
Ero letale.
Ad affiancare Mara nelle sue scoperte ci sarà Noah, un ragazzo bello bello, ricco ed intelligente (COMBO!) ma con una bruttissima reputazione. Sarà proprio la cattiva reputazione del ragazzo a spingere Mara a tenerlo lontano da sé il più possibile, anche se, come da copione, la polla ci casca. Ma man mano che i due si conoscono, Mara avrà modo di conoscere un ragazzo completamente diverso da quello che tutti credono. 
Per me è impensabile non rimanere affascinati da Noah. Le battutine pungenti che i due si scambiano in continuazione mi hanno fatta morir dal ridere. E' inutile, a me piacciono le coppie che bisticciano un po' e non quelle perfette e super innamorate. Sia chiaro, il romance c'è e anche in modo consistente, però non era quella cosa da diabete che mi avrebbe fatto mollare lì il libro.
C'era una sfumatura nel suo tono di voce che trovai insopportabile. 
- Mio Dio, sei come la peste.
- Una parabola epica di intramontabile risonanza morale, magistralmente creata ed estremamente sottovalutata? Be', grazie, è una delle cose più carine che mi siano mai state dette - replicò divertito.
- Mi riferivo alla malattia, Noah, non al romanzo di Camus.
Altro personaggio degno di nota è Jamie, il primo amico di Mara nella nuova città, nonché personaggio unico nel suo genere. Jamie è un altro geniaccio, ma è del tutto sregolato e fuori dai canoni che la prestigiosa scuola privata Croyden esige dai suoi studenti.
Ecco, probabilmente l'unica cosa che non mi è propriamente piaciuta è la solita dinamica da liceo americano in cui c'è la "bella" di turno che tormenta tutti gli sfigatelli della scuola. A volte c'erano delle situazioni davvero irreali da quanto risultavano infantili e stupide.

 Il finale è una bomba ad orologeria. Vi farà fissare la pagina con sguardo inebetito per almeno cinque minuti, dopodiché cominceranno gli interrogativi e la rabbia. Sarete obbligati a leggere il secondo romanzo perché non c'è nessun tipo di conclusione parziale, anzi, il libro viene troncato proprio sul più bello. Sinceramente la cosa non mi è dispiaciuta, il secondo romanzo finisce anche peggio, e poi rimani talmente preso dalle vicende che sicuramente ti fionderai in libreria per prendere il seguito (ancora più bello, forse).
- No, non è irrilevante. Tu mi vuoi quanto io voglio te. E tutto quello che io voglio sei tu.
La mia lingua e il mio cervello facevano a botte. - Oggi - mormorai.
Noah si alzò lentamente, sfiorandomi con tutto il corpo- - Oggi. Stanotte. Domani. Per sempre. - I suoi occhi erano incatenati ai miei. Nel suo sguardo c'era l'infinito.
Per essere un romanzo d'esordio, trovo che Michelle Hodkin abbia un incredibile talento nella narrazione e mi piace molto come scrive. Sa mettere le pause nei punti giusti e sa ricreare quel clima di suspense e panico semplicemente usando l'adeguata punteggiatura.
Personalmente credo che questo non sia un libro adatto a tutti, deve piacerti il genere e soprattutto devi avere la pazienza e la presenza di spirito per cogliere tutti i piccoli dettagli e sistemare il puzzle da solo. Sì, alla fine le cose vengono spiegate, ma se non segui il filo dei ragionamenti e non stai un po' attento finisce che ti perdi e non apprezzi la storia. E' più impegnativo di altri libri, ma a parer mio è questo che lo rende migliore. Sostanzialmente lo consiglio a chi vuole una lettura un po' meno passiva e cerca qualcosa di nuovo ed originale.

P.S. Qualche tempo fa ho recensito anche il secondo libro, Io Non Sono Mara Dyer, click QUI per leggerla.


Nanw.

domenica 6 aprile 2014

Anna Vestita Di Sangue - Kendare Blake

17:04 0

Ho letto questo libro in pochissimo tempo e l'ho trovato assolutamente fantastico! Se vi piacciono gli horror e la letteratura gotica, questo libro fa per voi. Anna Vestita Di Sangue è il primo romanzo di una serie horror/southern gothic scritta da Kendare Blake. Non vedo l'ora di leggere il secondo (non è ancora uscito in italiano e non ci sono notizie a riguardo), perché questa serie merita davvero.

Trama:
Suo padre lo faceva prima di essere ucciso dal fantasma che stava cercando di annientare. E ora Cas, armato del misterioso pugnale athame, continua la missione: viaggia di città in città insieme alla madre, una strega, e al suo gatto fiuta-fantasmi, alla ricerca di spiriti malvagi. Quando arrivano a Thunder Bay per eliminare quella che la gente del posto chiama “Anna vestita di sangue”, Cas non si aspetta nulla di diverso dal solito. Si trova invece di fronte a una ragazzina posseduta dalla rabbia e vittima di maledizioni, uno spirito diverso da quelli che è abituato a distruggere. Indossa ancora il vestito che aveva quando fu assassinata, nel 1958. Dal giorno della sua morte, Anna uccide chiunque osi entrare nella dimora vittoriana vecchia e cadente in cui un tempo viveva. Gli spiriti delle sue vittime penetrano il legno marcio delle pareti, strisciano sul pavimento ammuffito e viscido delle cantine, senza trovare pace… Per qualche strano motivo però, Anna non uccide Cas. Anzi, si rivela l’unica in grado di aiutarlo a trovare il fantasma maligno che lo ha privato del padre. Così, insieme agli altri strani amici del giovane, streghe e stregoni in erba, formeranno una squadra disposta ad affrontare ogni pericolo. Ma Cas dovrà risolvere un problema ancora più difficile di questo: quale sarà infatti il destino di Anna? 



Valutazione


Recensione:

Anna Vestita Di Sangue è stata una boccata d'aria fresca nel panorama Young Adult; finalmente una storia di fantasmi che mi ha fatto veramente paura.
Il romanzo contiene scene piuttosto cruente e macabre, descritte alla perfezione dall'autrice, la quale ha indubbiamente grandi doti narrative. Infatti la Blake è riuscita ad inserire in questo romzo una vasta gamma di emozioni: ho riso, mi sono arrabbiata, mi sono commossa e soprattutto ho avuto una paura tremenda mentre leggevo il mio libro sotto le coperte al buio in camera mia... tutta sola per di più!

 Teseo Cassio Lowood è un cacciatore di fantasmi come lo era suo padre prima di venir ucciso da uno di loro. Dalla morte del padre un solo pensiero lo perseguita: deve uccidere più fantasmi possibili per diventare abbastanza forte da uccidere l'assassino di suo padre. "Cas" odia i fantasmi, ma allo stesso tempo li compatisce, perché sa che in fondo si comportano da assassini solo perché a loro volta sono stati vittime di brutali omicidi. Ma ciò non cambia le cose; loro sono degli assassini e il suo compito è eliminarli tutti... o quasi. 
 Sento un familiare affinamento. È così che lo chiamo io: un affinamento. Non è che il respiro mi si faccia più rapido o che i battiti del cuore diventino più veloci e me li senta pulsare nel petto. È un qualcosa di più sottile. Il respiro mi si fa più profondo e i battiti del cuore diventano più potenti. Tutto intorno a me rallenta e tutte le linee si fanno nette e chiare. È un qualcosa che ha a che fare con la mia sicurezza e con la mia naturale peculiarità. È una cosa che ha a che fare con il fremito che sento nelle dita quando stringo l'impugnatura dell'athame.
Le cose infatti cambieranno quando incontrerà Anna, una ragazzina brutalmente uccisa nel 1958, mentre usciva di casa per prendere parte ad un ballo scolastico. 
Da quando è stata uccisa, il fantasma di Anna ammazza brutalmente qualsiasi essere umano che mette piede in casa sua, a parte Cas. Il ragazzo inizialmente non sa perché, ma per qualche strano motivo la ragazza-fantasma non solo lo risparmia, ma gli salva pure la vita. 
Il personaggio di Anna è il mio preferito, non solo perché ha un bellissimo nome (come il mio), ma anche perché mi ha ricordato tantissimo Carrie di Stephen King. Anna è diversa da qualsiasi altro fantasma, in lei vi sono due anime: il demone che la costringe ad squartare le persone e la povera ragazzina uccisa a sangue freddo. Questo dualismo mi è piaciuto molto, anche se avrei preferito fosse approfondito di più. Anna è un personaggio speciale e tragico, ma purtroppo non avuto lo spazio che si meritava. Secondo me non bastava raccontare semplicemente la sua storia (davvero tragica e commovente), sarebbe stato bello entrare nella sua testa e capire le sue emozioni, i suoi sensi di colpa e i suoi sentimenti. Magari nel secondo libro tutto ciò sarà approfondito meglio e avremo modo di comprendere questo personaggio assolutamente complicato e fantasmagorico (lol, è un fantasma).

Mi accorgo che si sta autoconvincendo a non avvicinarsi. La calma si adagia su di lei come una coperta. Nasconde tutta la sua malinconia e mette a tacere qualunque su desiderio di qualcosa di diverso. In gola mi si accatastano migliaia di argomenti con cui controbattere, ma li blocco stringendo i denti. Non siamo dei bambini, nessuno di noi due. Non crediamo nelle favole. E se ci credessimo, chi saremmo? Non certo il Principe Azzurro e la Bella Addormentata. Io mozzo la testa a vittime di omicidi e Anna lacera la pella della gente, spezzando le ossa come rami verdi in pezzetti sempre più piccoli. Al massimo saremmo quel cacchio di drago e la strega malefica. 

Anche i personaggi secondari sono ben descritti e caratterizzati. Mi ha piacevolmente sorpresa Carmel, la ragazza più popolare della scuola, la quale inizialmente sembra solo una stupida oca, ma poi si rivela una ragazza intelligente e coraggiosa. 


Passiamo ora al finale sconvolgente. Certamente la Blake ha trovato il modo migliore per convincere il lettore a leggere anche il seguito. In realtà finché non sono arrivata alle ultime pagine, credevo che il romanzo fosse autoconclusivo visto che la vicenda si poteva risolvere abbastanza velocemente. Tuttavia l'autrice ha deciso di scrivere un finale aperto che le ha dato la possibilità di far tornare Cas, Anna e i loro amici. Non so dirvi se l'ho apprezzato. Di certo mi ha impressionata e incuriosita.
Sorrido in silenzio. È sempre con me. Mi sento stupido ora, per non essermene accorto prima. Ma va be', almeno un giorno avremo questa strana storia da raccontare, di amore e di morte e di sangue e di conflitti paterni. E porca puttana, sono il sogno proibito di qualsiasi psichiatra.
In conclusione, questo libro merita e ve lo consiglio vivamente. Come sempre è un peccato che tra tanti libri tutti uguali non riescano ad emergere quelli veramente originali ed emozionanti, e Anna Vestita Di Sangue rientra sicuramente tra quest'ultimi. Spero che esca il secondo libro di questa saga anche qui in Italia perché sarebbe un peccato interromperla così. Intanto penso proprio che mi leggerò il secondo libro in inglese perché non posso aspettare troppo!

Nanw.

sabato 18 gennaio 2014

Carrie - Stephen King

10:30 0
'Giorno gente! Come state? Da me sono giorni grigi... sempre neve, pioggia, neve... mai un po' di sole! Beh almeno questo tempo è l'ideale per chiudersi in casa a leggere un buon libro o a recensire qualcosina per voi. Oggi vi parlo di Carrie di Stephen King. Come potrete immaginare leggendo il nome dell'autore, questo è un romanzo horror, non pauroso come Shining a mio parere, ma pur sempre cruento e sanguinolento. Dunque consiglio da subito di non leggere questo libro se siete deboli di cuore e non gradite le storie di paura un po' macabre.

Trama: Il romanzo racconta la storia di Carrie White, una liceale che vive in una piccola città del Maine con una madre ossessionata dalla religione. Goffa, solitaria, vittima dei tiri mancini dei suoi coetanei, Carrie scopre gradualmente di avere poteri telecinetici, poteri che si erano già manifestati all'età di tre anni, dopo il primo choc della sua vita. Un giorno, l'innocente e beffeggiata Carrie userà il suo potere e sarà ovunque orrore, distruzione e morte.

Valutazione:  -> stile: 6/5
                      -> trama: 3/5


Recensione:
Inizio questa recensione dicendo che la valutazione mi ha un po' messa in crisi... la trama e lo stile in questo libro sono a due piani diversi. Personalmente, ho trovato la trama abbastanza, come dire, strana... ci sono molte cose che mi hanno fatto storgere il naso: prima di tutto l'idea che ha King sul ciclo femminile... insomma, qui sembra che una volta al mese le donne si ritrovino le cascate del Niagara fra le gambe! Ok, le volgarità finiscono qui. Un'altra cosa che non mi è piaciuta molto nella trama è il comportamento dei due fidanzatini Tommy e Sue. Io davvero non capisco come una come lei possa non solo rinunciare al ballo, ma addirittura convincere il suo ragazzo a portarci un'altra, e lui accetta senza neanche troppe discussioni! Ma che??? Di esempi ce ne sarebbero altri, ma fermiamoci qui.
La scrittura di Stephen King invece è qualcosa di assolutamente meraviglioso! Questo libro mi attirava e mi teneva incollata alle pagine solo per la punteggiatura e lo stile di questo autore. C'è davvero qualcosa di magico nel suo modo di scrivere, è come se riuscisse a far affluire nella tua testa le immagini che vuole farti vedere! 
Insomma, se da una parte non mi è piaciuta la trama, dall'altra ho amato come è stato scritto questo libro. Quindi l'indecisione sulla valutazione del romanzo è comprensibile, no?

Si aspettano che tu pianga sempre, che ti vesta di nero, che tu beva troppo o ti droghi. Gli piacerebbe poter dire, scuotendo la testa: "E' un vero peccato. Ma sapete, con quel che le è successo..." e bla bla bla.
Ma il "mi dispiace" è il pronto soccorso delle emozioni umane.




Un'altra cosa che mi è piaciuta, è la costruzione dei personaggi: non puoi non tifare per Carrie, tanto che alla fine l'unica cosa a cui riesci a pensare dopo una strage di 400 persone è: "Beh, se lo meritavano in fondo!". Carrie la maltrattata, Carrie l'esiliata solo perché sua madre è una pazza, Carrie che alla fine l'ha fatta pagare a tutti coloro che l'hanno fatta soffrire per tutta la vita, Carrie che voleva solo essere accettata e che per un breve istante della sua vita ci è riuscita.



"Ma quasi nessuno scopre mai che le sue azioni feriscono davvero gli altri! La gente non migliora, diventa solo più furba. Quando diventi più furbo, non smetti di strappare le ali alle mosche, cerchi solo di trovare dei motivi migliori per farlo. Una sacco di ragazzi dicono che Carrie gli fa pena, e la maggior parte sono ragazze, questo è proprio da ridere, ma scommetto che nessuna di loro capisce cosa voglia dire essere Carrie White, per ogni istante della giornata. E in fondo non gliene importa."

Il romanzo affronta temi molto attuali sebbene sia stato pubblicato nel 1974: Carrie è bersagliata continuamente dai suoi compagni di scuola, ed è inutile raccontarcele, i fenomeni di bullismo sono all'ordine del giorno negli Stati Uniti, e anche qui in Italia non si scherza. Inoltre c'è dietro tutta una questione religiosa per quanto riguarda la bigotta pazza mamma di Carrie, personaggio alquanto inquietante a causa della sua ossessione religiosa. 
Il finale si capisce già dalle prime pagine del libro, e, anche se era abbastanza scontato, mi ha fatta rimanere male. Alla fine mi ero affezionata a Carrie e gli altri personaggi "più buoni".


Non ci sembra fuori luogo concludere questo libro con i versi di un'altra canzone di Bob Dylan, che potrebbero servire da epitaffio per Carrie:
Vorrei poter scrivere una canzone così semplice / che potesse salvarti, mia cara, dalla pazzia / che potesse aiutarti, placarti e far cessare il dolore / della tua inutile conoscenza...

Posso dire che in generale questo romanzo mi sia piaciuto e credo sia stato un buon primo incontro con questo autore fenomenale. Penso proprio che questo non sarà l'ultimo libro di King che leggerò (sulla mia lista delle cose da fare prima di morire c'è "leggere quel mattone di IT")!

Hanno finito per farci perfino un film. L'ho visto l'aprile scorso. Quando sono uscita mi sentivo male. In America quando succede qualcosa di importante lo devono ricoprire d'oro. Così poi lo si può dimenticare. Ma dimenticare Carrie White può essere uno sbaglio terribile...

Quest'ultima citazione era in riferimento al fatto che è da poco uscito al cinema l'adattamento cinematografico di Carrie (il 16 gennaio). Io non l'ho ancora visto, ma lo guarderò per vedere se hanno reso bene il libro!

A.