mercoledì 20 novembre 2013

Mi Chiamo Chuck - Aaron Karo

Tadàn! Rieccomi.Oggi vi parlo di Chuck, un ragazzo di diciassette anni che, stando a wikipedia, soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo.




Trama:

Charles, detto Chuck, ha diciassette anni e si lava le mani continuamente, controlla anche cento volte di seguito che le piastre dei fornelli siano spente e non va mai a dormire senza aver fatto la pipì fino allo sfinimento. Ha un amico del cuore, Steve, l'unico a cui confida le sue stramberie e una sorella, Beth, bella, normale e piena di amici che lo ignora fino a negargli persino l'amicizia su Facebook. La sua giornata è costellata dalla ripetizione di gesti, regole maniacali che lui stesso si è imposto per non perdere del tutto il controllo di sé. E poi ci sono le Converse: ne possiede decine di paia di ogni colore che ha abbinato ai vari stati d'animo. Converse rosse: arrabbiato; gialle: nervoso e così di seguito. I genitori, però, sono sempre più preoccupati e, nonostante le rimostranze di Chuck, decidono di spedirlo da una psichiatra. L'arrivo di una nuova compagna di classe e il desiderio di aiutare il suo amico bullizzato convinceranno Chuck a prendere sul serio i suoi sintomi e a iniziare una terapia.  


Valutazione:          |:)| |:)| |:)| |:)|


Recensione:
"Se scrivete su Wikipedia «Faccio il conto di quante pippe mi sparo», non otterrete molti risultati. Cioè, ne otterrete una cifra, ma niente di rilevante o che sia permesso visualizzare sul computer della scuola. Ma se mettete su google «Mi lavo le mani di continuo», è un'altra storia. Quasi tutti i risultati andranno in una direzione. Quello che faccio non è routine. E' compulsivo. Avete presente quando leggete qualcosa e vi viene da dire: Cazzarola, sono io! Be', una volta che l'ho detto, ho capito che era proprio il mio caso.
Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo."

La parola chiave per questo libro è divertente. Nonostante tratti di un argomento alquanto complesso e delicato, Mi Chiamio Chuck è stato in grado di affrontarlo egregiamente con un'ironia per niente scontata e superficiale.
Il personaggio principale, Chuck, è delineato nei minimi dettagli grazie ad una narrazione interna dal suo punto di vista. Questo a volte va a discapito dei personaggi secondari, i quali non vengono ben delineati se non secondo l'ottica unidirezionale del protagonista. Amy, la ragazzanuova di cui s'innamora Chuck, ad esempio, non è molto caratterizzata: noi sappiamo solo che è fantastica, ha i capelli rossi, è fantastica, ha un cane di nome Ranuncola (versione femminile e canina di Ranuncolo, il gatto di Prim??) e, ah, è fantastica. Ma su questo ci si può passar sopra, dopotutto è pur sempre il punto di vista di un ragazzo innamorato. Ciò che forse era da sistemare è il finale, a mio parere, un po' tirato.

"Forse vi sarete resi conto - probabilmente no - che il mio nome e cognome è Chuck Taylor. E, a differenza del mio bisnonno, esiste un Chuck Taylor nella storia che era cazzuto sul serio. Questo Chuck Taylor era un giocatore di basket  negli anni venti. Lavorava per la Converse e alla fine hanno dato il suo nome alla loro scarpa più famosa: la supercelebre All-Star Chuck Taylor. La gente le chiama Chuck o Con e quando ne ho visto un paio per la prima volta ho pensato che fosse la roba più fica del mondo. Insomma, c'è scritto il mio nome proprio sul lato. In poco tempo, però, le Converse sono diventate un'ossessione. Come qualsiasi altra cosa nella mia vita."

Le frasi sono molte brevi, quindi il testo è scorrevole con un ritmo sostenuto; inoltre lo stile slang delle generazioni più giovani non manca, e ciò rende il tutto più divertente.
Piccola nota: adoro l'idea delle All-Star e non solo perchè ho capito che, forse, sono malata, ma anche perchè non mi era mai venuto in mente di associare i colori delle mie decine di All-Star al mio umore! D'ora in poi lo farò. ù.ù
Insomma, un libro davvero divertente che tratta di un argomento difficile in modo ironico senza sfociare nel ridicolo. Ve lo consiglio soprattutto se avete voglia di farvi due risate!


A.

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