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lunedì 31 marzo 2014

Storia Di Una Ladra Di Libri - Markus Zusak

06:00 0

Finalmente ho avuto un po' di tempo per fare una recensione! Maledetta qualla volta che mi sono offerta come volontaria ad una fiera in città, arrivo a casa ad un'ora indecente! Ma me la sono cercata, quindi le lamentele finiscono qui. Oggi vi parlo di un libro a cui tengo molto, perché l'ho trovato particolarmente toccante e intelligente. Ne ho letti molti di romanzi ambientati durante la seconda guerra mondiale, ma questo è tra i migliori (insieme al Cavaliere D'Inverno di Paullina Simons e I Figli Della Libertà di Marc Levy).
Prima questo libro era conosciuto con il titolo La Bambina Che Salvava I Libri, ma in seguito alla produzione cinematografica, il libro è stato ristampato con la traduzione del titolo originale (The Book Thief).

Trama:
È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d'amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché «ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri», poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n'è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all'improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontato dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - Storia di una ladra di libri è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito. Con una scrittura straordinaria per intensità e passione, Markus Zusak ci consegna uno dei romanzi più indimenticabili del nostro tempo.


Valutazione

Recensione:
*** UN SEMPLICE FATTO ***
Prima o poi morirai.
 
In tutta sincerità, mi sforzo di prendere la faccenda allegramente, anche se, a dispetto delle mie proteste, la maggior parte delle persone trova difficile credermi. Per favore, fidati di me. Posso davvero essere allegra. Posso essere amabile. Affettuosa. Affabile. E queste sono solo le parole che cominciano per A. Non chiedermi però di essere bella: essere bella non è da me.

Il primo motivo per cui ho preso in mano questo libro? E' narrato dalla Morte. Sarò tetra e macabra, ma quando ho letto che la narratrice era nientemeno che la vera protagonista del secondo conflitto mondiale, mi sono detta "Devo averlo, devo leggerlo", e così è stato. Ho speso tutta la mia paghetta e sono uscita dalla libreria felice come un elfo dopo che gli hanno regalato un calzino. Quando sono arrivata a casa ho iniziato a leggerlo e di pagina in pagina si faceva sempre più interessante e sempre più triste. Purtroppo il libro è più lungo di quelli che leggo solitamente e quindi, a causa del poco tempo a mia disposizione, questa lettura si è prolungata un po' troppo. Il libro in realtà è molto scorrevole e si legge in fretta a parte per alcuni punti più lenti e descrittivi.
Il secondo motivo è il titolo: insomma, quando una lettrice accanita leggere le parole Storia Di Una Ladra Di Libri, non può non esserne incuriosita. Un po' perché il titolo è particolare, un po' perché in fondo anche noi avremmo bisogno di rubare qualche libro visto che i soldi scarseggiano e i libri costano sempre di più!
È una fortuna che mi trovassi lì. Ma poi, chi piglio in giro? Mi trovo almeno una volta in moltissimi luoghi, e nel 1943 ero praticamente dovunque.
Mi piace che il libro sia ambientato nella Germania nazista, perché ti da modo di capire anche coloro che in questo periodo erano considerati i "carnefici". E' facile generalizzare e dire questi sono i buoni e questi i cattivi, ma il mondo non è fatto in bianco e nero e Liesel, la ladra di libri, ce lo dimostra con la sua storia.
Particolari e interessanti sono gli intercalare in tedesco inseriti nei dialoghi; rendono l'ambientazione del romanzo più reale e caratterizzante.
Una storia che ci mette un po' ad entrarti dentro, ma poi ti sa prende il cuore senza che tu nemmeno te ne accorga.

All’ombra degli alberi Liesel osservava il ragazzo. Com’erano cambiate le cose: da ladro di frutta a donatore di pane. I capelli biondi, un po’ più scuri di un tempo, sembravano una candela. Udì il suo stomaco brontolare… eppure regalava pane agli altri.
Era quella la Germania?
Era quella la Germania nazista?
 La punta di diamante di questo romanzo, però, sono i suoi personaggi. La Morte, narratrice "umanizzata", è rappresentata più come un angelo della morte: è costretta a fare il suo lavoro, anche se non le piace e al tempo stesso sa provare compassione e simpatia per gli uomini (saranno questi sentimenti ad avvicinarla alla ladra di libri).
*** UN FRAMMENTO DI VERITÀ ***
Non possiedo una falce.
Indosso una veste nera con il cappuccio solo quando fa freddo.
Non ho quel viso da teschio che sembrate divertirvi ad appiopparmi. Vuoi sapere qual è il mio vero aspetto?
Mentre proseguo il racconto, cerca uno specchio.
 
Liesel è una bambina forte e determinata, che, nonostante tutte le perdite subite, riesce sempre a trovare il modo di rialzarsi e andare avanti, sopravvivere. La ladra di libri ci racconta la sua vita sotto il regime nazista, i suoi nuovi genitori, il suo migliore amico, il suo rapporto speciale con un ebreo e la sua passione per la lettura. 
  Strappò una pagina dal libro e la lacerò in due. Poi un intero capitolo. Poco dopo non ci furono che brandelli di parole sparsi fra le sue gambe e tutto intorno a lei. Le parole. Perché dovevano esserci delle parole? Senza parole, nulla sarebbe esistito: senza parole non ci sarebbero stati il Fuhrer, nè prigionieri zoppicanti, nessun bisogno di conforto o giochi di prestigio per farci sentire meglio. Che bene facevano le parole?

Max è un ragazzo di ventiquattro anni ma, prima di tutto, Max è un ebreo. Dopo l'ascesa al potere di Hitler e le leggi razziali, il ragazzo si ritrova perseguitato e in fuga. Troverà riparo per qualche tempo nella casa degli Hubermann, dove conoscerà Liesel. Il rapporto di amicizia tra questi due personaggi è molto speciale e tenero. Due sognatori ai quali la vita ha preso molto, ma nonostante ciò continuano a sognare, consapevoli che la loro amicizia rimarrà comunque più forte dell'odio della guerra.


In conclusione, vi consiglio vivamente questo libro. I personaggi, la trama, il linguaggio ti commuovono e ti lasciano un segno indelebile.
In questi giorni è uscito anche il film tratto da questo libro, ma non l'ho ancora visto. Guardando il trailer (ve lo lascio qui sotto) sembra davvero ben fatto. Penso che lo guarderò al più presto! ;)


Nanw.

lunedì 3 marzo 2014

Finché Le Stelle Saranno In Cielo - Kristin Harmel

10:00 0
Bene lettori accaniti, oggi vi presento un libro fantastico, su di un tema classico ma allo stesso tempo sempre nuovo. Il libro è Finché Le Stelle Saranno In Cielo di Kristin Harmel e tratta dell'olocausto.

Trama:
Da sempre Rose, nell'attimo che precede la sera, alza lo sguardo a cercare la prima stella del crepuscolo. È quella stella, anche ora che la sua memoria sta svanendo, a permetterle di ricordare chi è e da dove viene. La riporta alle sue vere radici, ai suoi diciassette anni, in una pasticceria sulla rive della Senna. Il suo è un passato che nessuno conosce, nemmeno l'amatissima nipote Hope. Ma adesso per Rose, prima che sia troppo tardi, è venuto il tempo di dar voce a un ultimo desiderio: ritrovare la sua vera famiglia, a Parigi. E, dopo settanta lunghi anni, di mantenere una promessa. Rose affida questo compito alla giovane Hope, che non ha nulla in mano se non un elenco di nomi e una ricetta: quella dei dolci dal sapore unico e inconfondibile che da anni prepara nella pasticceria che ha ereditato da Rose a Cape Cod. Ma prima di affidarle la sua memoria e la sua promessa, Rose lascia a Hope qualcosa di inatteso confessandole le proprie origini: non è cattolica, come credeva la nipote, ma ebrea. Ed è sopravvissuta all'Olocausto. Hope è sconvolta ma determinata: conosceva l'Olocausto solo attraverso i libri, e mai avrebbe pensato che sua nonna fosse una delle vittime scampate all'eccidio. Per questo, per dare un senso anche al proprio passato, Hope parte per Parigi. Perché è nei vicoli tra Place des Vosges, la sinagoga e la moschea che è nata la promessa di Rose, una promessa che avrà vita finché le stelle saranno in cielo. 

Valutazione

Recensione:
Allora come sempre parliamo del libro in generale! Questo romanzo mi è piaciuto anche per la sua struttura. Infatti ad ogni inizio di capitolo c'è una ricetta della pasticceria dell'adorata Mamie. E  vedere questo per me, che adoro fare dolci in casa, è stato meraviglioso! 
A parte questa nota golosa, devo dire che il libro è scritto molto bene, scorrevole ma allo stesso tempo difficile. Non per la trama oppure i personaggi, ma per il filo conduttore, cioè lo sterminio degli ebrei (e non solo). Ma di questo ce ne occuperemo dopo.

Da anni, specialmente di notte, certe immagini la assalivano immancabilmente. Non invitate. Non desiderate. Immagini che non aveva mai visto di persona, ma che le si erano comunque impresse a fuoco nella memoria. A volte l'immaginazione è un pittore più vigoroso della realtà.

Parlando della trama, si può dire che è movimentata,ricca di colpi di scena e soprattutto originale. Non per quanto riguarda la protagonista e la sua famiglia, ma riguardo al passato di Rose e della sua storia. Fa pensare che l'amore è l'unica rispsta alla guerra, ma che essa è così potente da poter distruggerlo con un soffio, che spazza via tutto ciò che avevi costruito e ciò che potrai costruire. Perchè la guerra, oltre ad annullare il presente, uccide il futuro e anche il tuo passato.

Un migliaio di volte Rose era stata tentata di dirle la verità, ma poi si soffermavaa guardare la vita che aveva attorno: la pasticceria, la sua bellissima casa e soprattutto il marito devoto,un padre splendido. E ogni volta si fermava prima di rovinare tutto.Le sembrava di vivere in uno splendido quadro e di essere l'unica a sapere che si trattava semplicemente di un mondo sottile come carta velina, fatto di pennellate e sogni.

Ora invece dedichiamo un po' di spazio ai personaggi. La prima di cui si deve parlare è Hope: una donna tenace, coraggiosa, ma allo stesso una madre divorziata debole e fragile davanti alla vita. Ho avuto difficoltà ad immedesimarmi in lei leggendo il libro, forse perchè non sono ancora una madre e una donna con molte preoccupazioni, soprattutto legate ad una figlia. E qui entra in gioco Annie, una ragazza che rispecchia pienamente lo stereotipo dell'adolescente, ma che è davvero troppo maleducata (se avessi risposto così a mia mamma, avrei visto le stelline!!)! Poi c'è Gavin, un uomo ancora ragazzo, dolce, sensibile e soprattutto che sa fare di tutto. Infine c'è il personaggio che amo di più, cioè Rose. Lei è una donna davvero forte, che avuto il coraggio di lasciare tutto il passato per l'amore di un figlio. Ma l'apprezzo di più per il suo desiderio tenace di tenersi aggrappata al passato e non smettere mai di sperare, nonostante il suo mondo dopo il 1942 sia caduto in pezzi. Questa speranza la ripone in un oggetto cosi affascinante, ma allo stesso tempo così lontano: le stelle.

Adesso mi rendo conto che scegliendo sempre la strada sicura, quella che ci si aspettava che scegliessi, forse ho rinunciato a più di quanto abbia mai pensato.mi ero lasciata alle spalle anche la persona che avrei dovuto essere? Avevo perso il mio vero io a furia di fare la cosa giusta e seguendo le regole?

L'unica cosa che non mi è piaciuta molto è la copertina.anche se la ragazza rispecchia la tipica francesina con quel cappellino (il libro è ambientato negli stati untit e a parigi) e rispecchia la tristezza del tema nel suo viso, non mi riesce a convincere.
Va bè a parte questo, davvero se volete emozionarvi nel leggere e rivivre il passato, vi consiglio questo libro dolce e amaro insieme e concludo con una citazione semplice, ma vera..."Anche nei tempi più bui, si nasconde una luce inattesa".


Ronnie.

lunedì 9 dicembre 2013

Quando Cadono Gli Angeli - Tracy Chevalier

20:18 0
Ciao! Questa settimana, come promesso, ho fatto la recensione di un libro contemporaneo. Il libro è di Tracy Chevalier  es'intitola Quando Cadono Gli Angeli, anche se non ha nulla a che fare con gli angeli della recensione della settimana scorsa. Il romanzo è di un'autrice non molto nota, ben più noto invece è il suo primo romanzo La Ragazza Con L'orecchino Di Perla ( da cui è stato tratto il film, riprendendo l'opera d'arte di Vermeer).




Trama:
Kitty Coleman non ha mai potuto sopportare quel «benedetto cimitero» dove ora si trova con Richard, suo marito, e Maude, la sua bambina. È così lugubre con i suoi obelischi egiziani, le guglie gotiche, le colonne, le fanciulle in lacrime, gli angeli, il granito e il marmo a profusione. Non ha mai tollerato nemmeno l’affettata esibizione del lutto che caratterizza i suoi connazionali. Eccoli lì, oggi, gli Inglesi, alla fine del primo mese di gennaio del Novecento, tutti vestiti di nero! Certo, la Regina Vittoria è morta e il XIX secolo, il secolo della gloria dell’Impero, se n’è andato con lei. Ma perché addolorarsi soltanto? Perché non pensare che Edoardo «rappresenti molto meglio di sua madre» i tempi nuovi? Perché non accogliere con qualche speranza e, magari, qualche piccolo sentimento di gioia il secolo che viene? Se soltanto conoscessero i suoi veri pensieri, Albert e Gertrude Waterhouse, i proprietari della tomba vicina a quella dei Coleman (quella tomba sormontata da un angelo tanto sproporzionato e melenso da far uscire di senno suo marito Richard) forse l’accuserebbero di «alto tradimento». Sono così perfetti nella loro normalità: lui con una barba rossiccia, un tipo tutto sorrisi, lei una di quelle donne con la vita sformata dalle gravidanze, e i capelli crespi che non stanno a posto nemmeno con le forcine. E poi quella figlia, Lavinia, che ha l’età di Maude e non smette nemmeno per un istante di premersi sugli occhi, con evidente compiacimento, un fazzoletto orlato di nero! È una bambina con bei capelli castani, ricci e lucidi che indossa un vestitino nero guarnito di crespo, assolutamente inadatto a una ragazzina della sua età. Kitty spera che Maude non le diventi troppo amica da imitarla, e farsi contagiare da quelle insopportabili svenevolezze. Ma sono tante le speranze di Kitty, troppe forse per il secolo che è appena cominciato... 


Valutazione:    |:)| |:)| |:)|


Recensione:
Solitamente i libri che leggo mi piacciono e questo non fa eccezione. Infatti ho davvero apprezzato questo romanzo, soprattutto per tre ragioni: lo spazio, i punti di vista e le suffragette. La prima ragione è che il luogo e il tempo, in cui è ambientata la vicenda, sono reali, poichè si delinea un profilo completo dell'identità di una Inghilterra ottocentesca. Però il tempo della storia è molto particolare, perché è come un diario, cioè un continuo susseguirsi di mesi e anni (circa 10 anni), descrivendo così la crescita psicologica e fisica di ogni personaggio. Il secondo motivo per cui mi piace il libro è l'originalità con cui l'autrice racconta la vicenda, cioè utilizzando molti punti di vista (di circa sei o sette personaggi) per raccontare la storia, attraverso ciò che essi vedono, pensano, i loro desideri, le loro paure,i loro piccoli traguardi e le difficoltà. Si hanno così prospettive, diverse e soggettive, che definiscono tutti i personaggi come protagonisti. Questi personaggi, molto opposti tra loro, meritano di essere descritti tutti. Il primo, il più interessante, è Simon Field, all'inizio bambino povero e sfortunato e poi ragazzo maturo e consapevole. Stringe amicizia con due ragazze totalmente diverse da lui per ceto sociale, Maude (ragazza riservata, onesta e per bene) e Lavinia (ragazza troppo viziata, che desidera e ottiene tutto). Questa amicizia sarà il filo logico di tutto il libro.
Oltre a ciò vengono presi in considerazione i punti di vista dei rispettivi genitori delle ragazze, i quali nutrono un odio reciproco tra loro, spezzato però dall'amicizia delle due ragazze. Infine ci sono anche le prospettive della sorellina, della cuoca, della domestica e altri personaggi secondari, di cui solitamente non si considera l' opinione. Invece Tracy Chevalier lo fa, intrecciando perfettamente tutto l'insieme.
Tornando alle ragioni per cui apprezzo il libro, manca l'ultima: le suffragette; infatti la presenza di questo tema è  il motivo per cui considero il libro molto interessante. Questo argomento di fatto non è molto presente nei libri, soprattutto più in precisione non sono molto presenti di solito le suffragette.Tuttavia nella vicenda Kitty( madre di Maude, troppo colta per essere donna), sentendosi sottovalutata, si unisce alle suffragette, incontrando anche la maggiore esponente cioè Emmeline Pankhurst. Perciò,con il punto di vista e la narrazione di Kitty, si entra in un nuovo mondo femminile, fatto di manifestazioni, volontà, sacrifici e cambiamenti.

Qualche volta avevo l'impressione che quella stanza non fosse più sua, ma appartenesse alla casa. Quelli che erano sempre stati i segni della sua presenza- lo scialle di seta gialla sul divano, il pianoforte con sopra un  vaso di fiori secchi, le incisioni di soggetti floreali- erano ancora là. Ma il mio occhio ha invece colto sul divano uno stendardo quasi finito, su cui si leggevano le parole "Fatti e non parole"; il mucchietto di opuscoli della WSPU (women's social political union) sul pianoforte, forbici e colla con ritagli di giornali, lettere e fotografie da inserire in un raccoglitore; la scatola del gesso, i volantini, i fogli di carta con liste di nominativi.

Oltre a questi aspetti positivi, ce ne sono anche di negativi. Il primo è la copertina che non c'entra nulla con la trama o i temi della vicenda. Il secondo è che non ci sono colpi di scena, a parte dei casi isolati, quindi il libro diventa leggermente monotono, nonostante il cambio di punti di vista frequente.

Da sopra la sua spalla ho visto cadere una stella. quella stella ero io.

In conlusione, il libro è davvero carino, soprattutto se volete immergervi in un'atmosfera ottocentesca e tutta al femminile, descritta da un'autrice anticonformista nella struttura e nei temi del libro!

V.