mercoledì 28 maggio 2014

Resta Anche Domani - Gayle Forman

 Ciao a tutti! Oggi, visto che ho un momento di pausa (se così si può chiamare) dalla scuola, ho deciso di fare la brava blogger e pubblicare una delle tante recensioni che ho lasciato indietro. Ho deciso d'incominciare con Resta Anche Domani perché è il libro che più mi è piaciuto tra i tre che devo recensire, ma presto arriveranno anche le altre due recensioni, promesso.
Resta Anche Domani è un romanzo YA scritto da Gayle Forman ed è il primo di due; infatti esiste anche un seguito intitolato Where She Went, il quale non si capisce perché, non è ancora stato pubblicato in Italia. 

Trama:
Non ti aspetteresti di sentire anche dopo. Eppure la musica continua a uscire dall'autoradio, attraverso le lamiere fumanti. E Mia continua a sentirla, mentre vede se stessa sul ciglio della strada e i genitori poco più in là, uccisi dall'impatto con il camion. Mia è in coma, ma la sua mente vede, soffre, ragiona e, soprattutto, ricorda. La passione per il violoncello e il sogno di diventare una grande musicista, l'ironia implacabile di Kim e la scazzottata che ha inaugurato la loro amicizia, l'amore di un ragazzo che sta per diventare una rockstar e la prima volta che, tra le sue mani, si è sentita vibrare come un delicato strumento. Ma ricorda anche quello che non troverà al suo risveglio: la tenerezza arruffata di suo padre, la grinta di sua madre, la vivacità del piccolo Teddy, l'emozione di vivere ogni giorno in una famiglia di ex batteristi punk e indomabili femministe. A tanta vita non si può rinunciare. Ma cosa rimane di lei, adesso, per cui valga la pena restare anche domani?


Valutazione


Recensione:

Il Fragore è stato tremendo. Una sinfonia di cigolii, un coro di schianti, un'aria di esplosioni e, per finire, il sordo frusciare del metallo tra il fogliame. Poi il silenzio, tranne un suono: le note della sonata numero 3 per violoncello di Beethoven.
Resta Anche Domani è un romanzo che fin dalle primissime pagine ti fa provare una serie di emozioni strazianti. Che non fosse un romanzo allegro si era capito, ma non mi aspettavo proprio di avere già gli occhi lucidi a pagina 15.
Tutto comincia in quella fatidica giornata invernale, in cui la famiglia di Mia decide di andare a trovare degli amici. Durante il tragitto, però, accade la tragedia: l'auto su cui viaggiano si schianta contro un furgoncino. Mia si "risveglia" in un fosso poco distante dal luogo dell'incidente, e presto comprende quel che è successo: capisce che i suoi genitori sono morti e che lei non è esattamente sveglia, visto che il suo corpo di trova dilaniato a qualche metro da lei. Mia infatti è in una specie di limbo tra la vita e la morte, e deve decidere cosa fare: andarsene e non soffrire più o restare.
Ripenso a quello che ha detto l'infermiera. E' lei a condurre il gioco. E a un tratto capisco il dubbio di mio nonno. Anche lui aveva ascoltato l'infermiera. Ci era arrivato prima di me.
Restare. Vivere. Dipende da me.
La faccenda del coma è soltanto un paravento. Non dipende dai medici. E neanche dagli angeli.
Non dipende nemmeno da Dio, che, se esiste, non si è ancora fatto vedere da queste parti. Dipende solo da me.
Il romanzo salta tra il presente, in cui Mia si ritrova in un ospedale a guardare chi è rimasto, e i suoi ricordi passati, che ci svelano molto dei protagonisti di questa storia. 
I personaggi infatti sono uno dei punti forti di questo libro: Mia è una normalissima studentessa con una buona media e la passione per il violoncello; Adam, il ragazzo di Mia, è il cantante di una rock band che sta per spiccare il volo nel mondo della musica; Kim, la migliore amica di Mia, è così simile a Mia che quasi vivono in simbiosi. I miei personaggi preferiti però sono i genitori di Mia. Okay, forse sono poco credibili come genitori, ma io li trovo assolutamente fantastici. La madre di Mia è una femminista convinta, sempre forte e combattiva, tanto che viene soprannominata Mamma Orsa. Il padre di Mia è un ex batterista punk che si è convertito al vintage pur continuando ad amare il punk. Insieme sono una coppia bellissima, e, se all'inizio ti dispiaceva sapere della loro morte, alla fine dopo aver conosciuto la loro storia sei devastato.
- Ma hai mollato il gruppo. Hai smesso di vestirti da punk.
Papà sospirò. - Non è stato difficile. Ormai quel capitolo della mia vita era chiuso. Era ora di voltare pagina. Non ho avuto la minima esitazione, malgrado quello che il nonno o Henry possono pensare.In alcuni casi sei tu a fare delle scelte nella vita e in altri è la vita che sceglie per te. 
Ma la vera protagonista di questo libro è la musica. La musica è ciò che lega come un filo invisibile le vite dei personaggi, sottolineandone somiglianze e differenze. Ognuno ha i propri gusti musicali, ognuno ama un genere in particolare, ma alla fine si capisce che ognuno di essi è uno strumento in grado di portare qualcosa in più all'intera orchestra. E' la musica infatti a tenere Mia ancorata al mondo dei vivi, l'unica che potrebbe salvarla da una decisione irreversibile.
 Il sorrisetto di mio padre a quel rumore insopportabile mi provoca una fitta familiare. So che è stupido, ma ho sempre temuto di averlo deluso perché non sono diventata una musicista rock. Ne avevo tutta l'intenzione. Ma poi, in terza elementare, durante l'ora di musica, mi sono avvicinata al violoncello. Aveva una aspetto quasi umano. Dava l'impressione che a suonarlo ti avrebbe rivelato i suoi segreti. Così cominciai a studiare violoncello. Sono passati quasi dieci anni e non ho mai smesso.
L'unica critica che mi sento di muovere nei confronti di questo romanzo, riguarda la scrittura troppo semplice. Avrei preferito qualcosa di più, qualche riflessione più profonda e articolata, ma nel complesso il libro non è scritto male.
Che cosa mi aspetta, se resto? Come sarebbe risvegliarsi e ritrovarsi orfana? Non sentire mai più il profumo della pipa di mio padre? Non poter più chiacchierare con mia madre mentre la aiuto a lavare i piatti? Non poter più leggere a Teddy un capitolo di Harry Potter? Come sarebbe vivere senza di loro?
Non sono sicura che ci sia ancora posto per me in questo mondo. Non sono sicura di volermi svegliare.
In conclusione vi consiglio questo libro, adatto a tutte le età. Non è una lettura leggera benché sia lungo a malapena 180 pagine, però ne vale la pena di leggerlo. Anche perché a settembre esce il film tratto da questo romanzo e non si può guardarlo prima di aver letto il libro, mi raccomando!
Rimarrete incollati alle pagine fino all'ultima scioccante riga, fidatevi. ;)
Mi rendo conto adesso che morire è facile.E' vivere che è difficile.



 P.S. Qui c'è il trailer in inglese del film:


 
Nanw.

1 commento:

  1. Cristina Dogot avevi postato questo commento in questa recensione: "Dopo aver letto la tua recensione e visto il trailer credo proprio che leggerò questo libro. Ti ringrazio per il lavoro che fai per questo blog e credo sia giusto farvi sapere che è uno dei migliori blog." Purtroppo ho erroneamente cancellato il tuo commento e non trovo un modo per contattarti. Comunque se leggi questo commento sappi che ti ringrazio tantissimo, le tue parole sono bellissime e mi fa tanto piacere sapere che il mio lavoro sia apprezzato. Grazie ancora e scusa per il pasticcio del commento!

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