lunedì 10 marzo 2014

Allegiant - Veronica Roth

Il momento è giunto: ecco la recensione di Allegiant, ultimo capitolo della saga di Divergent, scritta da Veronica Roth.
Il libro uscirà fra qualche giorno in Italia (il 18 Marzo), ma avendolo già letto in inglese qualche mese fa, ho deciso di fare una recensione in anteprima per farvi morire d'impazienza. Lo so benissimo che la maggior parte dei fan di questa saga sono al tempo stesso super-eccitati e terrorizzati all'idea di leggere questo libro. E fate bene.
ATTENZIONE! Questa recensione contiene spoiler per chi non ha letto i libri precedenti. Alla fine della recensione lascerò un commento sul finale, perché non si può non commentare, ma io vi consiglio vivamente di non leggerlo prima di aver letto il libro. 

Trama: 
Se tutto il tuo mondo fosse una bugia? 
E se una singola rivelazione – come una singola scelta – potesse cambiare tutto? Se l'amore e la lealtà ti portassero a fare cose che non ti saresti mai aspettato? La società basata sulle fazioni in cui una volta credeva Tris Prior è in frantumi – distrutta dalla violenza e da giochi di potere e ferita da perdite e tradimenti. A questo punto quando le si offre la possibilità di esplorare il mondo oltre i confini a lei noti, Tris è pronta. Forse al di là del confine, lei e Tobias troveranno una semplice vita insieme, liberi da bugie complicate, lealtà ingarbugliate, e ricordi dolorosi. Ma la nuova realtà di Tris è ancor più allarmante di quella che si è lasciata alle spalle. Vecchie scoperte saranno presto rese insignificanti. Nuove verità esplosive cambieranno i cuori delle persone che ama. Ancora una volta Tris deve combattere per capire le complessità della natura umana – o di se stessa – e nel frattempo affrontare scelte impossibili sul coraggio, devozione, sacrificio e amore. 



Valutazione

Recensione:

Questa è una recensione molto difficile. E' l'ultima recensione di una saga che ha stregato milioni di lettori in tutto il mondo, che ha fatto soffrire (MOOOLTO), ha fatto sorridere, ha fatto riflettere e ci ha fatti crescere.
Grazie alla saga di Divergent posso dire di aver imparato ad affrontare meglio le mie paure. E' una di quelle saghe che ti cambiano dentro, inevitabilmente.
Molti hanno dato giudizi negativi a quest'ultimo libro a causa del finale alquanto traumatico. Ammetto di essere una di quelle persone che sono rimaste deluse dal finale. Penso si potessero fare scelte diverse rendendolo comunque un bel libro. Come al solito, la mia critica ai romanzi della Roth rimane questa: troppe stragi di massa inutili. Sono dell'idea che sacrificare qualche personaggio principale in una storia sia una mossa giusta e la trama ne benefici quasi sempre, tuttavia nei libri della Roth la morte di personaggi a te cari è talmente frequente, che alla fine perde significato. 
Posso essere perdonata nonostante tutto ciò che ho fatto per arrivare fin qui?

Lo voglio.
Posso.
Ci credo.

Ma passiamo alle parti più tecniche. La trama è scorrevole e i moltissimi colpi di scena ti tengono incollato al libro tutto il tempo. Ne è la prova il fatto che sono riuscita a leggermi 525 pagine in inglese, un record! 
Finito Insurgent ero scoinvolta dal fatto che ci fosse tutto un mondo al di fuori di Chicago. Non me l'aspettavo proprio che le fazioni e tutto il resto potessero far parte di un esperimento. In questo terzo libro capiamo meglio cosa significhi essere "divergente" e cosa implica a livello genetico. Ci sarà un rebaltamento della situazione precedente: i divergenti non sono più una minoranza in pericolo, ma una specie superiore che ha il compito di mettere rimedio al danno genetico causato dagli scienziati secoli prima.
Il primo passo per amare qualcun'altro è riconoscere il male in noi stessi, così possiamo perdonarli.


Il libro è narrato dai punti di vista di Tris e di Tobias e, stranamente, l'ho apprezzato molto. Conoscere i pensieri e le reazioni di entrambi ti permette di visualizzare meglio la situazione generale e capire nel profondo tutti i personaggi del libro.
In Allegiant Tris riuscirà finalmente a capire chi è e a trovare sé stessa: vuole combattere per le persone che ama, vuole vivere per tutti coloro che si sono sacrificati per lei, vuole essere in grado di perdonare ed essere perdonata per tutto ciò che ha fatto. In Insurgent ho odiato Tris, proprio non la sopportavo, ma in Allegiant ho trovato uno dei personaggi femminili più coraggiosi e leali di sempre. 
Anche Tobias ha riguadagnato punti in questo terzo capitolo. Ho visto le sue debolezze, le sue vere paure, il suo carisma, la sua fragilità e il suo bisogno di amore. Un bisogno causato dalla mancanza di genitori... come si potrebbe dire? Equilibrati penso sia il termine adatto. Tuttavia, almeno uno dei due alla fine del libro riesce a riappacificarsi con il proprio figlio e non vi dico chi! :P
La vita ci danneggia, ferisce ognuno di noi. E non possiamo evitarlo.
Ma ora, sto anche imparando questo: possiamo essere curati. Possiamo curarci l'un l'altro.
Allegiant è un libro che mi ha lasciato un buco dentro. Ha fatto male come hanno fatto male Il Canto Della Rivolta o Requiem. Sono quei libri che ti lasciano l'amaro in bocca. Quelli che ti fanno comprendere che per quanto i tuoi ideali siano giusti e buoni, causeranno comunque delle perdite e avranno bisogno di grandi sacrifici. Ma soprattutto sono quei libri che ti fanno comprendere quanto sia importante la libertà.
Questa saga insegna che non importa a che gruppo appartieni, non importa da dove vieni, o il tuo nome o il tuo patrimonio genetico: niente di tutto questo definisce ciò che sei veramente.
Lui è parte di me, lo sarà sempre, e anch'io sono parte di lui. Non appartengo agli Abneganti, o agli Intrepidi, e neppure ai Divergenti. Non appartengo al Bureu o all'esperimento o al confine. Appartengo alle persone che amo, e loro appartengo a me-loro, e l'amore e la lealtà che dono loro, forma la mia identità più di qualsiasi parola o gruppo potrebbero mai fare.





COMMENTO AL FINALE (non leggere se non vuoi spoiler):
Ho pianto come un coccodrillo quando sono arrivata a quella maledetta parte. Okay, me l'aspettavo, dopotutto nei primi due libri la Roth aveva ammazzato praticamente tutti i personaggi, quindi non ne rimanevano ancora molti da uccidere. Restava solo una domanda: quale dei due protagonisti ucciderà?
Non so se sia stato solo un modo per dare un finale sconvolgente alla sua saga e far parlare di sé, oppure se semplicemente per Veronica Roth quello fosse l'unico finale immaginabile, resta il fatto che non mi è piaciuto. Questo personaggio è riuscito a sopravvivere a tutto, perfino al siero della morte e poi muore così, con un colpo di pistola. Non è giusto.

Nanw.

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