venerdì 24 gennaio 2014

L'Angelo Caduto - Susan Ee

No, non voglio recensire questo libro, a quello ci ha già pensato V. e siccome mi trovo d'accordo con lei, mi sembra inutile fare un'altra recensione uguale (qui trovate la recensione di V.). Tuttavia, voglio farvi assaporare una piccola parte di questo libro, in modo tale da farvi capire quanto sia carino (in realtà è parecchio macabro, ed è per questo che mi piace! Muahaha!)!
Insomma, se vi piacciono scene macabre e colpi di scena, questo libro vi piacerà!
 

Trama: Un esercito di angeli sterminatori ha attaccato la Terra: dopo poche settimane la violenza dilaga ovunque, insieme alla paura e alla superstizione. Nella Silicon Valley ostaggio delle gang, la diciassettenne Penryn cerca di sopravvivere e proteggere la sua famiglia, fino a quando gli angeli guerrieri non rapiscono sua sorella minore, la più fragile, la più indifesa. L’unico modo per salvarla è affidarsi a un nemico, un angelo che ha perso le ali in combattimento e ora ha bisogno, come Penryn, di raggiungere la roccaforte delle crudeli creature alate a San Francisco. Nel viaggio che li porterà alla città, Penryn e Raf impareranno a contare solo l’una sull’altro, in un deserto in cui regnano la devastazione e il sospetto e in cui il pericolo è dietro ogni angolo.

ESTRATTO:
  Camminammo circa un'ora prima che Raf sussurri: «Questo tuo avvilimento aiuta davvero gli esseri umani a sentirsi meglio?» Parliamo sottovoce da quando abbiamo visto quelle vittime sulla strada.
  «Non sono avvilita.» gli rispondo.
  «Oh, certo che lo sei. Una ragazza come te, che passa il tempo con un semidio guerriero come me. Cosa c'è di avvilente? Abbandonare una carrozzina che forse non è nemmeno rintracciabile.»
Per poco non inciampo in un ramo caduto. «Vuoi scherzare.»
  «Non scherzo mai sulla mia condizione di semidio guerriero.»
  «Oh. Mio. Dio.» Abbasso la voce, visto che ho dimenticato di sussurrare.
  «Sei solo un uccello che si dà delle arie. Okay, hai un po' di muscoli, lo ammetto. Ma devi sapere che un uccello non è altro che la lieve evoluzione di una lucertola. Ecco cosa sei.»
  Ridacchia. «Evoluzione.» Si sporge in avanti come a rivelarmi un segreto. «Per tua conoscenza, sono in questa forma dalla notte dei tempi.» E' così vicino che il suo respiro mi accarezza l'orecchio.
  «Oh, per favore. La tua testa gigante sta diventando troppo grossa per questo bosco. Tra poco rimarrai impigliato tra gli alberi, dopodiché mi toccherà salvarti.» Gli lancio uno sguardo stanco.
  «Di nuovo.»
  Riprendo a camminare, convinta di dover smorzare la battuta pungente che sicuramente, sta per arrivare.
  Ma non arriva. Mi lascia avere l'ultima parola?
  Quando mi giro a guardare, Raf ha un sorriso compiaciuto stampato in viso. Allora capisco che mi ha raggirato per farmi stare meglio. Cerco ostinatamente di opporre resistenza, ma è già troppo tardi.
  Mi sento davvero un po' meglio. 


A.


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