giovedì 12 dicembre 2013

Shadowhunters, Città Degli Angeli Caduti - Cassandra Clare

Dopo una lunga assenza (la scuola mi sta uccidendo!), rieccomi per parlarvi del quarto libro della ormai conosciutissima saga di Shadowhunters. Premetto fin da subito che sono una fan di questa serie; tuttavia questo quarto romanzo non mi ha entusiasmata particolarmente, soprattutto dopo aver finito di leggere Le Origini.




Trama:
La guerra è conclusa e Clary è tornata a New York, intenzionata a diventare una Cacciatrice di demoni a tutti gli effetti. E finalmente può dire al mondo che Jace è il suo ragazzo. Ma ogni cosa ha un prezzo. C'è qualcuno che si diverte a uccidere gli Shadowhunters, e ciò causa fra Nascosti e Cacciatori tensioni che potrebbero portare a una seconda, sanguinosa guerra. Simon, il migliore amico di Clary, non può aiutarla. Sua madre ha scoperto che è un vampiro e lui non ha più una casa. E come se non bastasse, esce con due ragazze bellissime e pericolose, nessuna delle quali sa dell'altra. Quando anche Jace si allontana senza darle spiegazioni, Clary si trova costretta a penetrare nel cuore di un mistero che teme di svelare fino in fondo: forse è stata lei a mettere in moto la terribile catena di eventi che potrebbe farle perdere tutto ciò che ama. Jace compreso. Amore. Sangue. Tradimento. Vendetta. La posta in gioco non è mai stata così alta per gli Shadowhunters... 


Valutazione:   |:)| |:)| |:)|


Recensione:

I primi tre romanzi di questa saga (Città Di Ossa, Città Di Cenere e Città Di Vetro) li ho divorati tutti e tre nel giro di una settimana; arrivata al terzo ho deciso di fermarmi, soprattutto perché il finale del terzo libro era piuttosto conclusivo (rimanevano aperti solo un paio d'interrogativi e neanche troppo importanti). 


"Ora guardo i miei fratelli che spalancano le porte dei loro cuori e penso: -Ma siete pazzi?- I cuori si infrangono. E penso che, anche quando si ricompongono, non si torna più gli stessi di prima." (Isabelle)


Il quarto libro, dunque, riprende il terzo ma deve ricominciare tutto da capo, e questo, secondo me, è stato uno dei difetti principali del libro. La storia deve rientrare nei binari e ricostruire tutte le dinamiche, quindi ti trovi una trama in cui ti continuano a buttar dentro roba (trappa e troppo in fretta) senza che tu riesca ad ordinarla. Un vero e proprio misciotto che non ti fa capire dove l'autrice voglia andare a parare. Ciononostante, i colpi di scena non mancano: più vai avanti e meno capisci e più devi leggere. Per non parlare del colpo di scena finale che ti lascia di stucco e ti obbliga a leggere il quinto libro per sapere come andrà.
Per la prima volta in un libro della Clare, ho trovato i personaggi scarni e banali, per non dire per niente credibili. Jace è un'anima in pena (penso proprio che non si rivedrà più il Jace simpatico del primo libro...), Clary è totalmente inutile e in balia degli eventi, e nel corso della storia non fanno altro che dichiararsi amore eterno in continuazione. Non so cosa sia cambiato dai primi tre romanzi, ma i protagonisti sono diventati scialbi e seguono sempre i soliti cliché.
Diciamoci la verità, la Clare non è la Rowling; una storia da sei romanzi ce la devi avere in testa fin dall'inizio, non puoi andare a singhiozzi in questo modo!
Detto questo, non voglio solo criticare. Di aspetti positivi ce ne sono comunque. Prima di tutto viene approfondita la psicologia di alcuni personaggi che fin'ora sono stati secondari, come ad esempio Simon, che diventa addirittura coprotagonista. In questo terzo libro acquista molto carattere (nonostante sia ancora lo sfigato del gruppo), tanto che esce con due ragazze contemporaneamente ed è pure talmente bravo da tenerlo nascosto fino alla fine! Magnus e Alec mi piacciono un sacco, sono l'unica vera coppia con sani litigi e incomprensioni, ma pur sempre innamorati e pronti a far tutto l'uno per l'altro.



"Però, Magnus, non me l'hai mai detto. Non mi hai mai avvertito che sarebbe stato così, che un giorno mi sarei svegliato e mi sarei accorto di star andando in una direzione che tu non potevi seguire. Non mi hai mai ricordato che siamo essenzialmente diversi. Non c'è "finché morte non vi separi", per chi non muore mai."  (Alec)


Ricapitolando, il romanzo non è male, ma questa non è la Cassandra Clare dei primi tre romanzi e delle Origini. Trovo che se inizi una saga con l'idea che sarà una trilogia, trilogia deve rimanere, anche se i primi tre romanzi hanno avuto un sacco di successo. Tuttavia è pur sempre Shadowhunters e non posso non finire questa serie, quindi arriverò fino alla fine!

P.S. La Clare deve cercarsi dei latinisti migliori, lo so meglio io il latino! Puah!

P.S.P.S. Vi do un consiglio spassionato: non leggete Shadowhunters Le Origini, La Principessa prima di aver letto il quinto libro di Shadowhunters "normale" (perché non si poteva mantenere i titoli originali così facevamo meno confusione???), in questo modo soffrirete di meno... sì, ci sono dei riferimenti a Jem, Will e Tessa... e sono parecchi!


A.

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