martedì 15 ottobre 2013

Molto Forte, Incredibilmente Vicino - Jonathan Safran Foer

Rieccomi qui con un'altra recensione, e a quello di oggi ci tengo particolarmente. Vi parlo di Molto Forte, Incredibilmente Vicino, un romanzo contemporaneo di cui avrete sicuramente sentito parlare visto che ne hanno fatto pure un film.





Trama:
A New York un ragazzino riceve dal padre un messaggio rassicurante sul cellulare: "C'è qualche problema qui nelle Torri Gemelle, ma è tutto sotto controllo". È l'11 settembre 2001. Tra le cose del padre scomparso il ragazzo trova una busta col nome Black e una chiave: a questi due elementi si aggrappa per riallacciare il rapporto troncato e per compensare un vuoto affettivo che neppure la madre riesce a colmare. Inizia un viaggio nella città alla ricerca del misterioso signor Black: un itinerario ricco di incontri che lo porterà a dare finalmente risposta all'enigmatico ritrovamento e ai propri dubbi. E sarà soprattutto l'incontro col nonno a fargli ritrovare un mondo di affetti e a riaprirlo alla vita. 

Nel testo sono presenti alcuni difetti grafici voluti dall'autore per descrivere il dramma dell'attentato dell'11 settembre.



Valutazione:            |:)| |:)| |:)| |:)| |:)|


Recensione:

Molto Forte, Incredibilmente Vicino è un racconto struggente che sa toccare tasti dolenti per la nostra epoca. 
Oskar, un bambino particolare di soli nove anni, ha perso il suo adorato padre nell'attentato alle Torri Gemelle. Incapace di superare questo dolore, decide di iniziare la più grande ricerca della sua vita: trovare il signore o la signora Black, presunto proprietario di una chiave trovata da Oskar nell'armadio del padre, al fine di ritrovare ciò che gli è stato portato via così presto e così ingiustamente. 
La ricerca di Oskar s'intreccia con le lettere scritte dai suoi nonni, vissuti durante la Seconda Guerra Mondiale a Dresda e in seguito emigrati in America. Oskar non ha mai conosciuto il nonno poiché se n'era andato ancora prima della nascita del padre.

Mi è piaciuto molto questo libro perché ha saputo parlare di alcuni dei drammi peggiori della nostra epoca, senza sfociare in stupidi patriottismi o moralismi. La guerra (e le guerre), i rapporti tra padre e figlio, l'orrore di ciò che molti hanno vissuto e la perdita di sé stessi e del senso della vita davanti a tragedie del genere, questo è ciò su cui l'autore vuol far riflettere. 
La lettura non è scorrevolissima a causa degli errori grafici voluti dall'autore stesso. Questo mi ha creato ogni tanto qualche problema di comprensione e ho dovuto rileggermi alcuni passi più volte per capire; tuttavia, trovo che un libro non debba essere per forza brutto se è di difficile comprensione, anzi, i libri diventano sempre più belli man mano che ne scopri il significato e così, mentre stavo leggendo di Oskar, mi sono ritrovata anch'io in cerca di un senso, proprio come i protagonisti del romanzo.


Avrei dovuto saperlo quel pomeriggio, quando ci eravamo stretti la mano, che non avrei più rivisto Mr Black. Così non l'avrei lasciato andare. Oppure l'avrei costretto a continuare la ricerca con me. O gli avrei raccontato che papà aveva telefonato mentre ero in casa. Invece non lo sapevo, proprio come non sapevo che sarebbe stata l'ultima volta che papà mi rimboccava le coperte, perché non sappiamo mai niente.

Come ho già detto non è un romanzo di facile comprensione e ammetto che, senza le basi storiche e filosofiche che ho ricevuto a scuola soprattutto in quest'ultimo periodo, molti dei passaggi del romanzo non li avrei compresi pienamente... Cavoli, ho appena ammesso che le lezioni di storia e filosofia non sono una perdita di tempo... wow.


Andai da mia nonna, la tua trisnonna, e le chiesi di scrivere una lettera. Era la madre di mia madre. La madre della madre della madre di tuo padre. La conoscevo appena. Non mi importava niente di conoscerla. Il passato non mi serve, pensavo, come una bambina. Non consideravo che il passato avrebbe potuto avere bisogno di me.

I personaggi, ognuno di essi, sono davvero molto complessi. Oskar è un bambino di nove anni chiaramente diverso dai bambini della sua età: ha problemi relazionali, manie ossessive-compulsive, un'intelligenza superiore alla media e una fantasia notevole. I nonni di Oskar sono personaggi altrettanto complicati da capire; sono segnati da traumi comuni molto profondi e dopo tanti anni non hanno ancora capito come vivere. Ed è proprio questo il filo conduttore del romanzo: imparare a vivere di nuovo.
Anche i personaggi secondari e tutte le controfigure che il bambino incontra durante il suo viaggio sono particolari e uniche nel loro genere, così come ogni essere umano.


[...] Quando ho sentito che la vostra organizzazione registrava le testimonianze, ho deciso che dovevo venire. Lei è morta fra le mie braccia dicendo: "Non voglio morire". La morte è questo. Non conta la divisa che indossano i soldati. Non conta quanto sono buone le armi. Ho pensato che se tutti avessero visto quello che io ho visto non ci sarebbero state guerre, mai più.

Molto Forte, Incredibilmente Vicino non è sicuramente un romanzo adatto ad un pubblico giovane, tuttavia trovo che sia davvero un bel libro che sa farti riflettere sul senso della vita e, soprattutto, della guerra, che di senso non ne ha affatto.


A.

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